Per la casa di comunità il permesso di costruire arriverà dopo fine ottobre

Per la casa di comunità il permesso di costruire arriverà dopo fine ottobre
Un rendering della casa di comunità di Canale.

CANALE «Le 81 case della comunità finanziate dal Pnrr in Piemonte sono state quasi tutte completate tra il 2025 e l’agosto 2026, così come le tre finanziate extra Pnrr (Alba, Bra e Torino). Invece, come è emerso dal question time in Consiglio regionale, sono ancora in alto mare le restanti sette, tra cui quelle di Canale e Cortemilia». Lo afferma in una nota la consigliera regionale del Pd Monica Canalis. «In questi sette casi, nonostante le reiterate rassicurazioni della Giunta Cirio, i fondi non sono ancora stati trasferiti alle Asl essenzialmente perché non è ancora stato siglato l’accordo di programma Stato-Regione, indispensabile per sbloccare i fondi statali», prosegue Canalis. «Quella di via Farinelli a Torino e le strutture di Canale e Cortemilia sono parzialmente attive grazie alla presenza delle “vecchie” case della salute, ma le case della comunità offrirebbero molti più servizi», sottolinea la consigliera regionale del Partito democratico.

L’assessore Riboldi ha risposto che la scelta regionale è stata quella di aspettare la chiusura e la rendicontazione delle case della comunità finanziate dal Pnrr, completata al 31 agosto, per poi definire il nuovo accordo e valutare se inserirvi anche ulteriori strutture.

In merito alla realizzazione della casa di comunità di Canale, il sindaco Enrico Faccenda spiega: «Si sta seguendo il regolare iter per i finanziamenti statali. Il progetto è stato depositato allo sportello unico per l’acquisizione delle varie autorizzazioni. A fine ottobre scadrà il silenzio-assenso della Soprintendenza ambientale e il Comune potrà rilasciare il permesso per costruire. Quindi si procederà con la trasmissione in Regione per la conferma del finanziamento da parte del Ministero». Prosegue Faccenda: «Ci tengo a precisare che la casa di comunità è un presidio importante e strategico per il Roero. L’ambito territoriale di riferimento comprende sei Comuni della zona: Canale, Montà, Montaldo, Monteu, Santo Stefano e Vezza. Le proiezioni demografiche e l’indice di vecchiaia ci fanno capire che i modelli sanitari tradizionali ormai non sono più sufficienti a soddisfare le esigenze della popolazione. La casa di comunità avrà un bacino di utenza di 40-50mila abitanti, con un orario di apertura di almeno dodici ore nei giorni feriali».

Conclude il sindaco di Canale: «La struttura si occuperà di fragilità e cronicità, attraverso la figura dell’infermiere di famiglia e comunità (il servizio è già attivo), oncologia di prossimità e telepediatria assistita, con un infermiere collegato alla pediatria ospedaliera e al pronto soccorso pediatrico. Ci sarà poi un servizio di autonomia e prevenzione delle cadute, con un appartamento didattico permanente e un supporto dello psicologo delle cure primarie e la promozione di un modello di salute partecipata guidato da una cabina di regia territoriale integrata».

e.c. e c.o.

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