di Manuela Zoccola
ASTI – L’esercito in città? Un’eventualità al vaglio, nei giorni scorsi, che ha infiammato il dibattito politico locale. L’ipotesi è scaturita dopo l’ondata di risse, episodi violenti e di criminalità che, insieme ai frequenti bivaccamenti sui marciapiedi, hanno alimentato, negli ultimi periodi, il crescente senso di paura e insicurezza in alcune zone della città: da quelle solitamente più “critiche” come corso Matteotti, l’area della stazione ferroviaria e del Movicentro fino al primo tratto di via Cavour e, in certe occasioni, anche parti del centro.
La causa scatenante
In particolare, ad “accendere la miccia” sono stati i pestaggi avvenuti di recente proprio in corso Matteotti, ripresi da passanti e finiti sui social. Secondo le prime indiscrezioni, sembrerebbe che dietro uno di questi episodi ci sia il tentativo di alcuni cittadini di nazionalità pakistana di estendere il proprio controllo sulle attività commerciali etniche presenti nella zona. In un altro caso la rissa avrebbe coinvolto dei cittadini sudamericani, forse a causa dell’abuso di alcol. Un contesto sempre più problematico per residenti e commercianti, nonostante i controlli costanti e le numerose operazioni, anche ad alto impatto, svolte dalle Forze dell’ordine nell’area.
Schieramenti divisi
Il deputato astigiano Andrea Giaccone (segretario provinciale della Lega) ha fatto sapere che una risoluzione proposta dalla stessa Lega, approvata in Commissione difesa, ha impegnato il Governo ad aumentare di oltre 3mila uomini il numero dei militari vincolati nell’operazione Strade sicure, per cui dei militari potrebbero essere inviati in capoluoghi finora sprovvisti come Asti. E sull’ipotesi di avere l’esercito ad Asti è esplosa la querelle, dividendo gli schieramenti politici. Alcuni di questi, insieme a molti cittadini e commercianti, vorrebbero che i militari affiancassero le Forze dell’ordine come deterrente nelle zone “calde” del territorio.
Al riguardo, l’assessore comunale alla sicurezza Luigi Giacomini ha spiegato che esistono programmi nazionali (come “Strade sicure” e “Stazioni sicure”) che prevedono l’utilizzo dell’esercito a supporto delle Forze dell’ordine in determinati contesti. Per altri rappresentanti istituzionali l’eventualità non sarebbe una soluzione, ma una sorta di fallimento e di resa incondizionata della gestione politica. Ma non solo, se ciò andasse in porto potrebbe andare a sminuire il lavoro e l’impegno delle Forze dell’ordine presenti sul territorio.
Il primo cittadino
Invitando tutti a mantenere un atteggiamento equilibrato e prudente, il sindaco Maurizio Rasero ha sottolineato che al riguardo, per ora, non c’è nessuna decisione della Giunta comunale e che sarà eventualmente il prefetto Claudio Ventrice a valutare la possibilità.
Per il primo cittadino Maurizio Rasero la situazione attuale non richiederebbe la presenza dei militari, ritenendo la città sicura, nonostante gli episodi degli ultimi giorni, amplificati dall’effetto virale tipico dei social.
