Valelapena! Ad Alba il lavoro diventa inclusione

In piazza Pertinace decine di realtà del Nord-Ovest hanno raccontato esperienze di economia penitenziaria, legalità e reinserimento sociale attraverso prodotti, artigianato e progetti solidali

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ALBA – Una piazza aperta alla città, decine di realtà provenienti dal Nord-Ovest e un pubblico partecipe: domenica 4 ottobre, piazza Pertinace ha ospitato Valelapena! il mercatino delle produzioni ristrette: cibo, artigianato e idee dell’economia penitenziaria e della legalità, nell’ambito del mercato della terra Slow Food Italo Seletto. L’iniziativa, coordinata dalla Cooperativa sociale Motiva con il supporto del Csv Cuneo e delle realtà del Tavolo carcere di Alba, è stata realizzata con il sostegno della fondazione Crc, in collaborazione con il Comune e la casa di reclusione Montalto. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco Alberto Gatto, la vicesindaca Caterina Pasini e l’assessora ai Servizi sociali Donatella Croce. Coinvolto anche il garante comunale Emilio De Vitto, con il patrocinio dell’Ufficio del garante regionale.

Per un’intera giornata, prodotti alimentari, manufatti artigianali e progetti sociali hanno raccontato le opportunità offerte dal lavoro e dalla formazione nei percorsi di reinserimento delle persone detenute. Tra le proposte, il vino Valelapena, realizzato dalla casa di reclusione Montalto insieme all’Istituto d’istruzione superiore Umberto I, prodotti da forno, conserve, creazioni di sartoria sociale, oggetti in legno, accessori e abiti vintage. Hanno partecipato organizzazioni di Alba, Asti, Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Saluzzo, Alessandria, Verbania, Genova, Aosta e Pavia. Accanto alle attività legate all’economia penitenziaria, spazio anche alla legalità, alla solidarietà e al sostegno alle vittime, con le associazioni Libera terra e Mai più sole.

Il primo cittadino Gatto e l’assessora Croce hanno sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, scuola, servizi e terzo settore per offrire nuove possibilità e favorire l’autonomia. «Inclusione e sicurezza non sono concetti contrapposti», hanno evidenziato, ribadendo l’importanza di rafforzare i legami tra carcere e territorio. Per il garante De Vitto, il mercatino ha permesso a cittadini e turisti di conoscere le attività svolte negli istituti penitenziari e i progetti dedicati alla legalità. Un’occasione per superare pregiudizi e costruire ponti tra dentro e fuori, favorendo l’integrazione e contribuendo a ridurre la recidiva, con benefici per l’intera collettività.

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