di Davide Barile
LA MOSTRA Cambia-menti del Gruppo fotografico albese è stata presentata sabato 7 febbraio e resterà visitabile fino a domenica primo marzo al palazzo mostre e congressi di piazza Medford, il venerdì dalle 20 alle 23, il sabato dalle 10 alle 23 e la domenica dalle 10 alle 20. In esposizione ci sono 41 lavori di 36 autori e un muro addobbato con gli scatti delle persone con disabilità che frequentano enti e associazioni albesi.
Angelo Ferrillo presenterà Shinjuku
Nel periodo di apertura ci saranno diverse iniziative collaterali. Sabato 14 febbraio alle 21 l’ospite sarà Angelo Ferrillo. Nato nel 1974 a Napoli, da tempo vive a Milano, dove è docente di documentazione e fotografia di strada all’Istituto europeo del design. Ha progettato immagini per clienti come Apple, Google, Giorgio Armani, Fred Perry, Baracuta, Diesel, Gucci, Golden Goose e altri. La sua fotografia è stata definita da Giovanni Gastel «uno sguardo attento su quello che hanno dentro le persone». Ad Alba presenterà Shinjuku, il suo libro fotografico omaggio alla cultura visiva orientale e alla fotografia di strada giapponese. All’interno sono presenti oltre ottanta fotografie che raccontano l’omonimo quartiere di Tokio.
La fotografia giapponese
Spiega Ferrillo: «A Shinjuku abitano 740mila persone, è un luogo che ha dato i natali a una serie di fotografi giapponesi storici e contemporanei e ne richiama molti altri da tutto il mondo. In Giappone, la fotografia è un’arte molto sviluppata. Nel periodo dell’imperialismo, culminato con la Seconda guerra mondiale, l’imperatore voleva farne un’arma di propaganda per passare messaggi di grandezza al popolo. Nacquero però, allo stesso tempo, le agenzie che usavano le foto per dire la verità: grazie a loro, si scoprirono i destini delle famiglie vittime di bombardamenti, costrette a rifugiarsi nelle gallerie delle stazioni per salvarsi». Le stesse gallerie «hanno un ruolo molto importante nella cultura giapponese: a differenza nostra, sono dei luoghi vivi e frequentati, non solo di passaggio».
Una caratteristica della fotografia giapponese che salta agli occhi degli occidentali è «la forte influenza data dai canoni della psicologia visiva. Mentre noi guardiamo dall’alto al basso e da sinistra a destra, per loro è il contrario: tale punto di vista crea in noi uno squilibrio».
I prossimi appuntamenti
Gli incontri della mostra Cambia-menti proseguiranno martedì 17 alle 21 con la proiezione di fotografie naturalistiche di Alessandro Boero Baroncelli e Michael Lovera, mentre sabato 21 febbraio alle 21 Guido Harari presenterà il suo libro su Mario Giacomelli.
