di Giovanni Aloi
MONTEU ROERO – Fondata oltre trent’anni fa e oggi realtà internazionale, Slow food promuove il diritto a un cibo “buono, pulito e giusto”. Un principio semplice solo in apparenza, che racchiude un’autentica visione culturale ed economica. Cosa significano, concretamente, questi tre principi?
Buono pulito e giusto
Buono è un cibo che racconta il territorio, la sua storia e le sue tradizioni, un prodotto consapevole, riconosciuto da chi sa e comprende tutti gli aspetti che ruotano attorno alla filiera produttiva. Pulito è un alimento realizzato nel rispetto dell’ambiente: senza uso eccessivo di combustibili fossili, senza deforestazioni, privilegiando stagionalità e filiera corta; e infine, è giusto quando garantisce un’equa distribuzione del valore, assicurando al produttore una vita dignitosa e sostenibile.
La condotta di Slow food
In questo contesto si inserisce l’attività della condotta Slow food Alba, Langhe e Roero, guidata dal fiduciario Anselme Bakudila oggi impegnato, insieme a un gruppo di volontari, nella creazione di una rete tra i produttori che seguono il mantra della chiocciola e i consumatori sempre più consapevoli. L’obiettivo dell’iniziativa, che intende allargarsi ancora, è ridurre la competizione sterile e favorire il dialogo tra le piccole e medie imprese del territorio, preservandone identità e tradizioni, contrastando la standardizzazione imposta dalla grande industria e dai mercati globali.
In 18 hanno già risposto
Una chiamata cui, a oggi, hanno già risposto diciotto realtà. Tra gli aderenti al progetto ci sono produttori di miele, formaggi, nocciole, creme vegetali e altri prodotti tipici, tutti distribuiti tra Langhe, Roero e Monferrato. L’obiettivo principale resta lo stesso: ricostruire un dialogo, spesso smarrito, tra uomo e natura, rafforzando il ruolo delle comunità locali favorendo l’incontro tra sapere scientifico e tradizione contadina.
A sostegno dell’iniziativa si sono schierati anche quattro Comuni che hanno aderito al progetto. Capofila è Monteu Roero che, per il secondo anno consecutivo, ospiterà il Mercato in piazza dedicato ai produttori del circuito, a cui quest’anno si uniranno quelli della rete nascente.
La rete dei produttori
L’evento si terrà domenica 1° marzo dalle 9 alle 13 in piazza Guglielmo Marconi, durante il quale sarà ufficializzato il progetto “Rete dei produttori e artigiani custodi del cibo buono, pulito e giusto”. Nell’occasione sarà celebrato il gemellaggio con la condotta di Vercelli. «Un’amicizia che stringiamo mettendo al centro due prodotti presidi Slow food: il riso gigante e la tinca gobba di Ceresole», spiega Bakudila.
L’impegno del Comune
«Siamo contenti di mettere la faccia e di dare una mano ai piccoli produttori e alla popolazione. I nostri sono piccoli Comuni e le iniziative come questa aiutano a far comprendere alle nuove generazioni l’importanza di un cibo meno processato, figlio dell’amore e del rispetto per la terra e per i suoi tempi», commenta il sindaco di Monteu Roero, Paolo Rosso.
