ALBA – È fissata per domani, giovedì 19 marzo alle ore 12.30, l’udienza preliminare presso il Tribunale di Asti relativa alla vicenda giudiziaria riguardante la vecchia Egea Spa di Alba.
Il Gup Elio Sparacino dovrà pronunciarsi in merito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla pubblica ministera Laura Deodato della Procura astigiana nei confronti dell’ex patron della multiservizi Pierpaolo Carini e di altri tre ex dirigenti: Daniele Bertolotti, Valter Bruno e Giuseppe Zanca. L’ipotesi accusatoria è di false comunicazioni sociali sui bilanci aziendali dal 2017 al 2021. Secondo l’accusa, le difficoltà economiche e finanziarie sarebbero state mascherate con trucchi contabili.
Tra questi, ci sarebbe l’esagerazione sull’entità dei ratei, cioè gli incassi differiti nel tempo rispetto al momento in cui erano forniti luce e gas. Si tratta di un meccanismo che avrebbe pesato fino al dieci per cento del bilancio. Il buco rilevato dall’accusa sarebbe di 117 milioni di euro. Tali manovre avrebbero permesso di far risultare bilanci positivi, consentendo la distribuzione di utili ai soci.
In qualità di persone giuridiche sono coinvolte anche Egea Spa, Egea commerciale ed Egea Pt Srl. A condurre l’indagine, coordinata dalla Procura di Asti e chiusa a febbraio del 2025, era stata la Guardia di finanza di Torino. Nel corso dell’attività investigativa, era stato disposto un maxi sequestro preventivo di circa 3,6 milioni di euro di profitto a Carini, oltre che dei documenti contabili. L’indagine aveva sviscerato tutte le problematiche di Egea Spa, finita nel baratro con un debito di 800 milioni di euro.
Ricordiamo che la storica multiservizi nel settore energia e ambiente – fondata nel 1956 – dopo una grave crisi finanziaria, è stata avviata a liquidazione nel 2024, a seguito del perfezionamento dell’operazione di salvataggio e ristrutturazione del gruppo, grazie all’ingresso di Iren, che ha portato alla creazione di una nuova realtà operativa: Egea holding.
m.z.
