di Lino Ferrero
CULTURA – Martedì 7 aprile, nella suggestiva cornice del ristorante Ca’ del Lupo, si è svolta la serata conviviale del Rotary Club di Alba. Protagonista dell’incontro è stata Arianna Tomatis, che ha guidato i presenti in un affascinante viaggio tra progettazione del verde e benessere umano, con una relazione dal titolo “L’importanza della progettazione dei giardini e del paesaggio. Un caso concreto: il giardino terapeutico”.
La più giovane tra i soci del club ha dimostrato fin da subito una notevole maturità professionale, raccontando la propria esperienza nella progettazione di giardini per clienti privati e realtà pubbliche. Un percorso già ricco di risultati, che testimonia come il verde, se pensato con competenza, possa diventare molto più di un semplice elemento estetico.
Durante la serata, Arianna Tomatis ha evidenziato come il giardino rappresenti un valore a tutto tondo: non solo contribuisce al benessere psicofisico grazie al contatto diretto con la natura, ma incide anche sul valore economico degli immobili e sulla qualità della vita in ambito lavorativo. Un giardino ben progettato, infatti, favorisce socialità, produttività e senso di appartenenza.
Il cuore dell’intervento si è concentrato sui giardini terapeutici, spazi progettati per supportare persone affette da diverse condizioni, come Alzheimer, sindrome di Down, autismo e dipendenze. Attraverso esempi concreti realizzati in Toscana, l’architetto ha mostrato come questi ambienti possano ridurre l’ansia e diminuire il ricorso ai farmaci fino al 20-30%.
Particolarmente significativo il caso del giardino per malati di Alzheimer, realizzato a Pistoia: un percorso sinuoso a forma di otto, privo di interruzioni, che consente ai pazienti di muoversi liberamente e in sicurezza. Qui ogni elemento è studiato per stimolare i cinque sensi: l’acqua, simbolo primordiale e rassicurante, e le piante selezionate per evocare ricordi lontani, favorendo rilassamento e recupero della memoria emotiva.
Diverso, ma altrettanto efficace, l’approccio per i giardini dedicati alla sindrome di Down, dove la progettazione punta sulla condivisione e sull’autostima. Attività come gli orti comunitari permettono ai partecipanti di prendersi cura delle piante, osservare i risultati del proprio impegno e sentirsi parte attiva di un progetto.
Per l’autismo, invece, il giardino si trasforma in uno spazio intimo e protetto, caratterizzato da zone raccolte, quasi rifugi naturali, dove è possibile isolarsi e ritrovare equilibrio attraverso il contatto sensoriale con piante e materiali naturali. Un ambiente pensato per ridurre lo stress e prevenire comportamenti compulsivi.
Infine, i giardini destinati a chi affronta dipendenze sono caratterizzati da ordine e rigore: spazi geometrici e piante che richiedono costante manutenzione diventano strumenti per ristabilire routine quotidiane, responsabilità e disciplina, elementi fondamentali nel percorso di recupero.
L’intervento di Arianna Tomatis ha suscitato grande interesse e partecipazione, dando vita a un vivace confronto con il pubblico. Tra gli ospiti della serata, anche il dottor Salvatore Paparelli, vicepresidente di Sony Europa.
Una serata che ha dimostrato come l’architettura del paesaggio non sia solo una questione di estetica, ma un potente strumento di cura, inclusione e benessere.
