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Un artista albese sulla scena internazionale: Maurizio D’Andrea porta a Roma “La solitudine generatrice”

Un artista albese sulla scena internazionale: Maurizio D’Andrea porta a Roma “La Solitudine Generatrice”

di Alice Ferrero

ROMA – C’è anche un pezzo di Alba nel cuore della ricerca artistica contemporanea internazionale. È quello rappresentato da Maurizio D’Andrea, artista e scrittore albese d’adozione, protagonista della mostra-performance La solitudine generatrice, in programma dal 2 al 9 maggio presso la Craving art–Art gallery, a cura di ei-dos. Un appuntamento che conferma il percorso ormai consolidato di Maurizio D’Andrea fuori dai confini locali, ma che al tempo stesso riporta l’attenzione sulle sue radici piemontesi, da cui continua a trarre una sensibilità profonda e riconoscibile.

L’esposizione non si presenta come una semplice mostra, ma come un’esperienza da vivere. Il lavoro dell’artista, fondatore del Movimento introversico radicale, si distingue per un approccio che supera i tradizionali strumenti critici: non si tratta di osservare l’opera, ma di attraversarla. Come suggerisce lo stesso D’Andrea, riprendendo il titolo del suo recente libro: «L’opera non accade fuori di noi, accade in noi». Il pubblico è così chiamato a una partecipazione attiva, diventando parte integrante del processo artistico. La solitudine, tema centrale dell’intera mostra, viene reinterpretata non come condizione d’isolamento, ma come forza generativa, capace di dare origine a immagini, emozioni e trasformazioni interiori.

Un artista albese sulla scena internazionale: Maurizio D’Andrea porta a Roma “La Solitudine Generatrice” 1

Le tele esposte rinunciano volutamente a figure e riferimenti spaziali. Non si tratta di una mancanza, ma di una precisa scelta teorica: rappresentare la solitudine come stato primordiale dell’inconscio, un luogo in cui si agitano energie, forme e colori ancora in divenire. È qui che nasce l’opera Solitudine generatrice (2026), simbolo di un processo interiore in cui il vuoto diventa possibilità, apertura, cura. Un linguaggio pittorico intenso e materico caratterizza anche lavori come Veleno e Cura (2025), dove l’arte assume una duplice natura, capace di ferire e allo stesso tempo di guarire, e Lotta (2025), in cui si manifesta un continuo scontro tra forze opposte, metafora dei conflitti interiori dell’essere umano.

Dal punto di vista formale, le pennellate diventano strumenti di emersione dell’inconscio: la tela non è superficie da riempire, ma spazio da rivelare. Ogni opera nasce da un’urgenza espressiva, quasi catartica, che trasforma impulsi e tensioni in materia visibile. Il risultato è un’arte che non consola, ma invita al confronto. Nessuna risposta immediata, nessuna via di fuga semplice: piuttosto uno spazio di riflessione in cui lo spettatore può incontrare le proprie ombre e, forse, riscoprire un rapporto più autentico con sé stesso.

Con questa mostra romana, Maurizio D’Andrea si conferma una voce originale dell’astrattismo contemporaneo internazionale e Alba può guardare con orgoglio a un artista che, partendo dal territorio, continua a lasciare un segno sempre più profondo nel panorama artistico globale. Per altre informazioni si possono visitare i seguenti siti internet: www.dandreart.info (Maurizio D’Andrea, contemporary artist), www.introversicoradicale.it (Founder of the Radical introversic artistic movement), www.drimmarte.com (Founder of drimmarte, news and sparks of art).

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