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Due guadi ostacolano il percorso della Bar to Bar. Il punto con l’assessore Edoardo Fenocchio

Il principale riguarda l’attraversamento del Talloria al confine con Roddi, l'altro il Seno d'Elvio

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di Davide Barile

IL CASO–  Alba è al centro del Bar to Bar, il percorso di 120 chilometri e 4 tappe tra Barolo e Barbaresco nato nel 2014 da un’idea di Elio Sabena di Trekking in Langa. Oggi il passaggio nel territorio cittadino presenta ostacoli in due punti.

La parola all’assessore Fenocchio: l’attraversamento sul Talloria

Ne parla Edoardo Fenocchio, assessore ai lavori pubblici: «I discorsi sono analoghi ma differenti. Il principale riguarda l’attraversamento del Talloria al confine con Roddi: il guado precedente era stato spostato per consentire alla società concessionaria dell’Asti-Cuneo di aprire il cantiere per l’esecuzione delle opere. Rifatto dalla società in un altro punto, il nuovo presenta però caratteristiche che lo rendono difficilmente utilizzabile. Ci sono rampe ripide per scendere e, sul fondo di cemento, si depositano grandi quantità di terra, fango e limo. In caso di allerta meteo, poi, va chiuso e presidiato: per questo, la concessionaria, che ha ancora la competenza sull’opera, ha piazzato delle barriere new jersey per bloccarne l’accesso».

Le sollecitazioni dei Comuni

Per ora, «i Comuni di Alba e Roddi e tutta l’Unione dei Comuni del Barolo stanno facendo pressione e aspettano che la situazione si sblocchi. Vorremmo ripristinare il percorso al più presto e avere soluzioni chiare da parte del gestore, della Regione e dell’Aipo. In precedenza, il percorso era molto frequentato, soprattutto la Fiab (Federazione italiana ambiente bicicletta), che si sta impegnando molto per risolvere la questione, organizzava gite in bicicletta con i bambini. In più, il sentiero si collega all’itinerario che porta alla spiaggia dei cristalli e, in futuro, alla passerella sul Tanaro a Pollenzo».

Come aggirare l’ostacolo

Per aggirare l’ostacolo, «occorre passare dal sottopassaggio della tangenziale, uscire a Cantina Roddi e percorrere la provinciale. All’altezza del Mulino di Roddi si può sfruttare in parte il vecchio sedime stradale, poi in prossimità della chiesetta di Sant’Antonio è possibile fare ritorno sul consueto itinerario. Sappiamo benissimo che non è la situazione ottimale, soprattutto per quel che riguarda il transito sulla provinciale. Da parte nostra possiamo soltanto continuare a fare pressione sulla concessionaria».

Continua Fenocchio, l’obiettivo «è sistemare il tratto esistente. Non esistono percorsi alternativi; quando siamo entrati in carica abbiamo già trovato questa situazione e, negli anni, sono stati spesi molti soldi per sistemare il guado. Abbandonarlo, significherebbe buttare via le risorse investite. A oggi, però, non ci sono progetti per la sistemazione. Oppure la concessionaria non ce li ha mostrati».

Sul Seno d’Elvio

Diverso, e di più facile risoluzione, l’ostacolo rappresentato dal guado sul Seno d’Elvio: «Quello attuale si trova alla confluenza con il Tanaro, è un’area a rischio esondazione e le opere temporanee, come le passerelle, a ogni piena sono spazzate via. Ponti non se ne possono costruire perché ciò implicherebbe l’obbligo di sorveglianza durante le allerte meteo. Per arrivarci, bisogna affrontare una discesa molto ripida: se a piedi è fattibile, in bicicletta è riservata soltanto agli esperti. Il guado, poi, è spesso sopravanzato dall’alto livello dell’acqua: a piedi ci si deve bagnare e chi pedala deve scendere dalla sella».

A differenza del nodo del Talloria, «esistono soluzioni per percorsi alternativi che consentono, con piccole modifiche, di arrivare nello stesso punto. Si può pensare di passare per una cinquantina di metri sul ponte della provinciale per poi prendere strade secondarie e capezzagne. Per le modifiche, abbiamo chiesto aiuto alla sezione albese del Cai, abilitata a livello regionale alla manutenzione della sentieristica. In un prossimo futuro, si occuperanno anche della manutenzione. Con loro stiamo lavorando anche sui sentieri albesi per il corretto posizionamento della segnaletica: nella zona di Altavilla hanno già portato a termine l’intervento e, a breve, si concentreranno sul sentiero del Comandante verso Santa Rosalia».

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