di Beppe Malò
ALBA – Per il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, giugno 2026 sarà una scadenza cruciale. Rappresenta il termine ultimo per il completamento di molte opere e anche per la presentazione delle richieste di rendicontazione. L’obiettivo generale è quello di chiudere tutti i progetti entro agosto e finalizzare i pagamenti per fine anno, nonostante alcune criticità e ritardi. Giugno, pertanto, sarà uno snodo fondamentale.
I progetti albesi
Per il Comune di Alba i progetti erano 11: la realizzazione della mensa scolastica a Mussotto; la costruzione del nuovo asilo nido di corso Europa; la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali all’interno della biblioteca Ferrero; i lavori di ripristino della viabilità in via Luini Rossi; l’intervento di riqualificazione ed efficientamento energetico della sede Avis di via Margherita di Savoia; la ristrutturazione dell’ex casa Miroglio per l’ampliamento del centro studi Fenoglio e come sede del futuro museo dedicato a Pinot Gallizio; la realizzazione di un centro per ragazzi con disabilità nelle ex scuderie della caserma Govone; la sistemazione degli uffici della Polizia locale al piano terra del Municipio; la manutenzione straordinaria dei locali della scuola media Vida e la realizzazione, al primo piano del complesso della Maddalena, della nuova sede per la facoltà di infermieristica.
Lo stato attuale
A fare il punto sulla situazione è l’assessore ai lavori pubblici, Edoardo Fenocchio: «Di questi progetti, solo tre sono ancora in fase di cantiere: l’ex casa Miroglio, la mensa al Mussotto e il nuovo asilo nido di corso Europa. Il primo vedrà il completamento dei lavori in estate. In seguito, si procederà con l’ampliamento dei locali del centro studi e con l’allestimento del museo Gallizio. Per ora, non sappiamo quale sarà la cronologia di questa seconda fase. Per quanto riguarda la mensa, posso dire che tutto procede secondo il cronoprogramma: sarà terminata in estate e resteranno da completare le opere e la realizzazione degli spazi all’esterno, ma non si tratta di interventi finanziati con il Pnrr».

Il nuovo nido
Il capitolo più critico riguarda il nuovo nido, dal momento che non sembrano esserci stati passi in avanti. Si tratta di un edificio da 3,5 milioni di euro, di cui 2,5 finanziati da risorse del piano: sono circa il 30 per cento del pacchetto di 10 milioni di euro impegnati su Alba. L’appalto era stato affidato alla società di costruzioni bolognese Operosa che, a sua volta, aveva affidato l’intervento in subappalto a due aziende laziali: la Mg e la Cogeur engineering, impegnate nel cantiere con un modesto numero di addetti, tutti assunti come manovali e contratto di primo livello.
«La strada è stata in salita sin da subito, già con l’allestimento del cantiere e così anche sul fronte del rapporto con l’impresa affidataria, individuata da Invitalia (l’agenzia nazionale che si occupa delle procedure nei Comuni, ndr). I lavori sono proseguiti lentamente, fermati anche per una protesta da parte degli addetti a cui non veniva pagata la sistemazione alberghiera. In questo momento siamo al 35 per cento».
La svolta
C’è, però, una buona notizia: «Entro il 30 giugno, non sarà più necessario eseguire il collaudo, ma sarà sufficiente fornire la certificazione del completamento dei lavori. Questo cambiamento modifica gli obiettivi imposti e, in pratica, ci consentirà di avere a disposizione circa tre mesi in più per i lavori. Valuteremo lo sviluppo della situazione».
Quale strategia verrà adottata? «I lavori proseguiranno con la ditta Operosa, alla quale saranno applicate le sanzioni previste in caso di inadempienza contrattuale. Sarà essenziale non perdere il finanziamento. Abbiamo allestito una cabina di regia, per mettere a punto una strategia di massima limitazione del danno: verranno valutati, grazie al contributo di figure professionali specializzate, tutti gli scenari possibili coinvolgendo anche il Ministero».
