di Beppe Malò
ALBA – “Made in Italy, made in Piemonte. L’industria che fa la storia”: sarà questo il titolo dell’assemblea annuale di Confindustria Cuneo e Confindustria Piemonte che si terrà questa pomeiggio, venerdì 19 giugno ad Alba, sul palco del teatro Sociale.
Si inizierà alle 17 con i saluti istituzionali e di benvenuto del presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna e si proseguirà con Paolo Tibaldi e Pierangelo Gentile, che presenteranno un intervento dal titolo “L’industria che fa la storia”. Seguirà un dibattito che vedrà impegnati il governatore piemontese Alberto Cirio, il vicepresidente di Confindustria Piemonte Giorgio Marsiaj e l’amministratore delegato del gruppo Sae Alberto Leonardis, che ha acquisito la fetta più grande del quotidiano La Stampa. Sarà poi la volta dell’economista Marco Fortis che tratterà il tema “Le sfide globali e la resilienza italiana: il caso del Piemonte e di Cuneo”.
Le battute finali saranno affidate al presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto e al presidente nazionale degli industriali, Emanuele Orsini. L’assemblea sarà l’occasione, in un momento storico delicato sul fronte economico, di analizzare scenari presenti e futuri per il nostro territorio e non solo.
Gli indicatori
Rispetto al 2024, lo scorso anno la Granda ha registrato una diminuzione del ritmo di crescita correlabile alla dinamica negativa del comparto agricolo e al rallentamento del settore industriale. Fatta questa premessa, la ricchezza prodotta sul territorio vale oltre 23,5 miliardi di euro, che corrispondono al 14,3% del Pil del Piemonte. Il maggiore contributo è ancora prodotto dai servizi (62%), mentre la manifattura si ferma al 27%.
Cuneo ha scavalcato Torino nella classifica della ricchezza pro capite con un reddito pari a 35.943 euro a persona: è più della media regionale (33.464 euro) e nazionale (33.160 euro). Il merito va anche alle 52.789 imprese attive in provincia, escluso il settore agricolo. Nel complesso, sono 270.918 gli addetti, di cui 90.540 nell’industria e 153.105 nelle attività di servizio.
L’export del manifatturiero vale 10,5 miliardi di euro: l’alimentare, con il 34,2%, è la voce più consistente. I mercati di riferimento sono ancora quelli dell’Unione europea (a cui sono destinati il 67% delle esportazioni), seguiti da Stati Uniti, Regno Unito, Medio Oriente, America centrale e meridionale, per terminare con 2,8% verso l’Africa.
Il mercato
Nel 2025 gli occupati in provincia di Cuneo erano 271mila (+3% rispetto al 2024), di cui il 56% uomini e il 44% donne. I disoccupati scendono di circa 2mila unità rispetto all’anno precedente, mentre segnano una diminuzione di 9mila unità gli inattivi.
Il tasso di occupazione provinciale passa dal 70,5% al 72,6%, mantenendosi più alto di quello italiano (62,5%) e piemontese (68,9%). Anche il tasso di disoccupazione (3,3%) è migliore rispetto a quello nazionale (6,3%) e piemontese (6,2%).
Lo stesso discorso vale per il tasso di disoccupazione giovanile, che è al 9,4 per cento in provincia di Cuneo, rispetto al 19,3% in Piemonte e al 20,6% in Italia.
Il commercio estero
Le esportazioni hanno mostrato una lieve flessione rispetto al 2024, pari all’1,4 per cento. Se si stringe il campo al solo manifatturiero, la contrazione è arrivata al 2,5%.
Questa tendenza riguarda un po’ tutti i settori: articoli in gomma e materie plastiche (-19,8%), macchinari e apparecchiature (-9,7%), autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (-8,4%) e bevande (-7,7%).

