Alba / Vittima di una baby gang in corso Piave: il racconto

L'aggredito: «La vetrina del negozio è stata raggiunta da sputi e poi da un calcio che l’ha danneggiata. La mattina successiva sono andato dai Carabinieri per ribadire i fatti e presentare formale denuncia in merito all’accaduto»

Alba / Vittima di una baby gang in corso Piave: il racconto

di Beppe Malò

ALBA Che stiamo attraversando una fase di cambiamento sociale e, per certi versi, di profonda inquietudine, è evidente. Le pagine dei giornali raccontano questi eventi con cadenza sempre più frequente e, questa volta, tocca al nostro settimanale. Ecco i fatti: siamo in corso Piave, nel pomeriggio di giovedì 11 giugno. A raccontare è F. A., protagonista di quanto accaduto.

«Ho un negozio sul corso e sono uscito perché avevo notato che un gruppo di ragazzi, indicativamente otto o dieci, tra i 14 e i 16 anni, si stava azzuffando intorno alla mia automobile. Non si trattava di una rissa, diciamo di un gioco piuttosto pesante, qualcuno era caduto a terra. Mi sono fermato per osservarli. Sino a quando uno di loro si stacca dal gruppetto, viene verso di me, cerca il contatto fisico col petto contro il mio e mi insulta con fare minaccioso».

Aggiunge: «Mi sembrava di vedere una scena di un film ambientato tra le bande che si contendono i quartieri delle città americane e tutto quanto mi sembrava surreale. Ma la situazione non è migliorata per niente. Insulti e minacce più o meno velate salivano di tono, la vetrina del negozio è stata raggiunta da sputi e poi da un calcio che l’ha danneggiata. Per questo motivo qualcuno ha chiamato la Polizia locale arrivata col Vigile di quartiere e due colleghi. La situazione, però, non è cambiata, anzi uno degli agenti della Municipale è stato a sua volta raggiunto da uno sputo. E così sono arrivati i Carabinieri, il ragazzo è stato identificato, si tratta di un giovane, italiano, già noto alle Forze dell’ordine per altre intemperanze. Per darsi un tono il ragazzo ha spiegato: “Potete anche chiamare l’esercito, tanto io ho un fascicolo alto così e non me ne frega niente”».

Non è finita qua. «Il ragazzo e altri suoi amici sono ripetutamente passati davanti al negozio per insultarmi e farmi capire che la cosa non era affatto conclusa. C’è stato un momento in cui il giovane ha raccolto una pietra dal corso, ma la presenza di persone lo ha dissuaso dal farne uso contro la vetrina del negozio. Fino a tarda notte ha continuato a passeggiare davanti a me con il dito medio in bella evidenza tra insulti e atteggiamenti intimidatori. Al mattino sono andato dai Carabinieri per ribadire i fatti e presentare formale denuncia in merito all’accaduto».

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