di Beppe Malò
SALUTE – Dal punto di vista astronomico siamo in estate soltanto da poche ore, ma dal punto di vista pratico siamo alle prese con una stagione intenzionata a farsi ricordare. Al momento, tutto fa pensare che il 2026 sarà ancora una volta un anno record per temperature elevate, ondate di calore, durata della stagione estiva e – speriamo di essere smentiti – per la siccità.
Come ogni anno, per aiutare la popolazione a gestire con delle buone pratiche i prossimi mesi, l’Asl Cn2 ha preparato e diffuso il Piano caldo per fare il punto sulla situazione e invitare i cittadini a seguire semplici indicazioni, così da ridurre ogni rischio per la salute.
Il 2025 è stato tra gli anni più caldi
In estate, come si spiega nel vademecum, il caldo e l’umidità possono causare problemi soprattutto nei soggetti a rischio: anziani, persone fragili, bambini e pazienti con cronicità. Anche nel nostro territorio, il cambiamento climatico sta avendo effetti importanti: in media il 2025 è stato, a livello regionale, il quinto anno più caldo rispetto alla serie storica di dati a disposizione. In particolare, la causa va ricercata nell’avvicendamento tra giorni e notti di tipo tropicale, con massime diurne superiori a 30 gradi e temperature notturne superiori a 20. A titolo di esempio, ad Alba la scorsa estate si sono registrate 28 notti tropicali, un fenomeno che ha riguardato un po’ tutta l’area di Langhe e Roero.
I consigli dell’Asl
Tra i comportamenti da osservare in caso di ondate di calore ci sono: evitare di uscire nelle ore più torride (quelle centrali della giornata), proteggersi in casa e nei luoghi di lavoro, bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, seguire sempre un’alimentazione corretta ed equilibrata, fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti, vestirsi con indumenti che garantiscano la traspirazione, prediligere le ore più fresche per praticare esercizio fisico, prestare assistenza alle persone fragili o più a rischio, ricordarsi di proteggere anche gli animali domestici, che soffrono quanto gli umani.
Particolare attenzione meritano i più anziani, dal momento che percepiscono meno lo stimolo della sete e si possono disidratare con facilità. Una tendenza molto pericolosa, dal momento che può determinare l’abbassamento della pressione arteriosa, così come l’aumento della densità del sangue, spostamenti dell’equilibrio acido-base e della quantità degli elettroliti utili per il funzionamento dei muscoli. È importante concordare con il medico di famiglia gli eventuali aggiustamenti delle terapie in corso e seguire le sue indicazioni per quanto riguarda l’alimentazione.
Un ventilatore può servire: è meno insidioso dell’utilizzo del condizionatore che – è bene ricordarlo anche quando si è in auto – non deve trasformare l’ambiente in un frigorifero; bastano 4 o 5 gradi in meno rispetto all’esterno. Anche il deumidificatore, soprattutto nella nostra zona geografica, è un prezioso alleato. Infine, per quanto riguarda la necessità di consumare liquidi, anche succhi di frutta, spremute ed estratti sono amici della salute.
