di Alessandra Moneti per Ansa
AGRICOLTURA – L’ottimismo dei vignaioli italiani in vista di una vendemmia che prefigurava, a partire dal Prosecco, una delle migliori annate degli ultimi trent’anni, si sta spegnendo sotto le temperature torride di questi giorni.
Per il Prosecco, è il grido di allarme di Sandro Bottega, Ad di Bottega Spa, «questi ultimi giorni, caratterizzati da una prolungata ondata di calura estrema, stanno causando un rallentamento del processo di maturazione con il rischio che i profumi dell’uva si alterino o quantomeno non si sviluppino adeguatamente», lamenta l’imprenditore veneto.
«Non creiamo inutile allarmismo», controbatte il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella. «Il mondo del vino non ha bisogno di Cassandre e sarebbe da masochisti creare altri problemi al comparto dopo quelli di mercato, dei dazi, e dei claim salutistici evocati a Bruxelles. A oggi nessun problema: in vigna abbiamo uve sanissime e occorre dare tempo alla campagna vendemmiale. Abbiamo tutto il tempo per recuperare la canicola di questi giorni, aspettiamo, e se dovesse venire un pò di pioggia a luglio, faremo una grande annata».
La crisi climatica è un tema da non sottovalutare: a Vinitaly 2026 Cia-agricoltori italiani ha ricordato che il comparto vitivinicolo, con 670mila ettari coltivati e oltre 44 milioni di ettolitri prodotti nell’ultimo anno, è tra i settori più esposti ai quasi 380 eventi estremi registrati solo nel 2025. Se le temperature aumenteranno di oltre 2°C, il 90% delle aree vitivinicole costiere e pianeggianti potrebbe perdere la capacità di produrre vino di alta qualità in modo sostenibile.
«Bisogna governare il cambiamento o lo subiremo», avverte il presidente Cia Cristiano Fini auspicando un potenziamento degli strumenti assicurativi, ancora troppo frammentati sul territorio, e un sostegno deciso all’innovazione. Risponde a questa istanza la recente approvazione del Parlamento europeo del regolamento sulle nuove tecniche genomiche (Tea) che dovrebbe assicurare colture più resilienti. Intanto agronomi e vignaioli affrontano il rialzo termico con le buone pratiche agricole: un freno alle potature, l’irrigazione di soccorso laddove è consentita, reti ombreggianti, impianti ad alberello invece che a filari, argille come il caolino sui grappoli in maturazione. Più critico il quadro per i risicoltori italiani: in alcune aree, sottolinea Confcooperative Piemonte, le risaie sono asciutte e il riso sta morendo per siccità, mentre le previsioni di temperature fino a 37 gradi rischiano di aggravare ulteriormente la situazione.
