di Lino Ferrero
BRA – Non una semplice vacanza in montagna, ma una vera scuola di vita. Anche quest’anno i campi scuola estivi organizzati dall’Oratorio dell’Unità Pastorale 50 di Bra hanno fatto registrare una straordinaria partecipazione, accompagnando ragazze e ragazzi della terza media e delle prime classi delle scuole superiori in alcuni giorni di vita comunitaria a Pian del Re, alle sorgenti del Po, ai piedi del Monviso.
In uno degli angoli più suggestivi delle Alpi piemontesi, i giovani hanno vissuto giornate scandite da escursioni, momenti di riflessione, giochi, condivisione e servizio. Un’occasione preziosa per allontanarsi, anche solo per qualche giorno, dai ritmi frenetici della quotidianità e riscoprire il valore delle relazioni autentiche, dell’amicizia e dell’aiuto reciproco.
Il campo scuola è però molto più di una vacanza in montagna. È un’esperienza educativa che insegna a camminare insieme, ad affrontare le difficoltà con il sostegno degli altri e a condividere la soddisfazione di ogni traguardo raggiunto. Ogni sentiero percorso diventa così una metafora del cammino della vita, dove il gruppo rappresenta una risorsa e non un ostacolo.
Anche quest’anno hanno preso parte all’iniziativa fra Alberto Di Massa, viceparroco delle parrocchie braidesi, e Simone Verna, incaricato dell’Oratorio delle parrocchie braidesi con sede a Sant’Andrea, che hanno accompagnato i ragazzi durante l’esperienza.
Da decenni i campi estivi dell’oratorio rappresentano una vera palestra di crescita umana. Intere generazioni di braidesi hanno vissuto queste esperienze, portandone con sé valori e insegnamenti che li hanno accompagnati anche nella vita adulta. Non è un caso che tra coloro che hanno partecipato ai campi scuola figurino persone che hanno poi ricoperto importanti incarichi al servizio della comunità, come l’ex sindaca Bruna Sibille e l’attuale sindaco Gianni Fogliato.
Il filo che lega passato e presente resta saldo. La parrocchia e l’oratorio continuano infatti a essere un punto di riferimento educativo, offrendo ai giovani occasioni concrete per crescere come persone, sviluppare il senso di responsabilità, imparare il valore della collaborazione e costruire relazioni autentiche.
In un tempo in cui gran parte delle relazioni passa attraverso uno schermo, iniziative come il campo scuola assumono un significato ancora più profondo. Camminare fianco a fianco, preparare insieme i pasti, condividere gli spazi della casa, aiutarsi nelle piccole attività quotidiane e lasciarsi sorprendere dalla bellezza della natura sono esperienze semplici, ma capaci di educare alla fiducia, al rispetto e alla solidarietà.
Il successo dell’edizione appena conclusa conferma quanto queste proposte siano ancora oggi attuali e sentite dalle famiglie e dai ragazzi. Perché, al di là delle escursioni e dei panorami mozzafiato del Monviso, ciò che ognuno porta a casa è qualcosa di ancora più prezioso: la consapevolezza che il cammino è più bello quando viene condiviso e che i passi compiuti insieme possono diventare le fondamenta dei cittadini e delle comunità di domani.
