Ufficializzato il nuovo elenco dei Comuni montani

Ufficializzato il nuovo elenco dei Comuni montani

ENTI LOCALI Adesso lo dice anche la Gazzetta ufficiale: Dogliani, Cossano Belbo, Mango, Monforte, Montelupo Albese, Neviglie, Roddino, Rodello, Sinio e Trezzo Tinella sono diventati Comuni montani. Il regolamento sui criteri di classificazione è stato pubblicato nei giorni scorsi. Si tratta del primo dei 34 decreti attuativi previsti per rendere operativa la legge sulla montagna approvata il 12 settembre dello scorso anno. «Prima di portarli a casa tutti finirà la legislatura: questa è l’unica cosa certa. È un peccato perché nella legge qualcosa di buono c’era, ma ci siamo incastrati in questa classificazione, che non risolve i problemi, ma li aumenta», commenta il presidente regionale dell’Uncem, Roberto Colombero.

Oltre ai tempi lunghi, sul destino della legge pesano anche i ricorsi al Tar presentati dai Comuni (soprattutto delle zone appenniniche), che con la nuova classificazione hanno perso lo status di “montanità”. Nella Granda, gli unici ricorsi sono arrivati da Saluzzo (che è andato oltre il Tar, con un ricorso straordinario al presidente della Repubblica) e Revello, che si è “accontentato” del Tribunale amministrativo.

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Il presidente regionale dell’Uncem Roberto Colombero.

I Comuni dell’alta Langa sono stati tutti riconosciuti montani, mentre nella Langa astigiana si sono “salvati” Cessole, Loazzolo, Olmo Gentile, Roccaverano, San Giorgio Scarampi, Serole e Vesime. Resta da capire cosa accadrà nell’Unione colline di Langa e del Barolo, che si trova con tre paesi (Monforte, Roddino e Sinio) trasformati in montani e quale sarà il destino degli altri Comuni citati all’inizio dell’articolo e che ora non fanno parte di Unioni. «È chiaro che la legge sulla montagna fa arrabbiare tutti, non solo i Comuni esclusi con parametri assurdi, ma anche quelli che verranno esclusi dal secondo elenco, quello per l’accesso ai bonus e alle opportunità economiche della legge, che dovrebbe arrivare entro 90 giorni. Chi oggi si sente salvato, potrebbe essere fuori al secondo giro», ha dichiarato Colombero, incontrando a Bologna i Comuni emiliani esclusi.

Conclude il presidente nazionale, Marco Bussone: «Per Uncem, che in modo strumentale non viene invitata alle Conferenze unificate, è il momento di passare dalle parole ai fatti. La fase attuativa della legge richiede una mobilitazione organizzata. Non possiamo permetterci dei tempi lunghi».

 Corrado Olocco

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