Mataria d’Langa, una serata tra memoria, impegno e speranza dalla Rosa Tatuata a Ginevra Di Marco fino ai Gang

Mataria d'Langa, una serata tra memoria, impegno e speranza dalla Rosa Tatuata a Ginevra Di Marco fino ai Gang

di Pierangelo Vacchetto

RODDINOLa seconda serata di Mataria d’Langa a Roddino ha trasformato ancora una volta il piccolo paese dell’Alta Langa in un luogo dove la musica diventa racconto, memoria e partecipazione.
Un viaggio attraverso il blues, la canzone d’autore e il rock d’impegno civile che ha unito generazioni diverse sotto lo stesso palco.

Ad aprire la serata è stato il ritorno di Paolo Bonfanti, ormai di casa a Roddino, questa volta insieme al progetto La Rosa Tatuata.
Il chitarrista genovese ha portato il suo inconfondibile blues, fatto di eleganza, tecnica e passione, creando fin dai primi brani quell’atmosfera intima che caratterizza il festival.

A raccogliere il testimone è stata Ginevra Di Marco, una delle voci più intense della musica italiana, che ha scelto di iniziare il suo concerto con Todo Cambia”, il celebre brano reso immortale da Mercedes Sosa.
Un’apertura che è già una dichiarazione d’intenti: la musica come cambiamento, resistenza e speranza.
Tra un brano e l’altro l’artista ha condiviso con il pubblico riflessioni che hanno dato ancora più forza alle canzoni.
Presentando
“Auguri”, tratta dal progetto Kaleidoscope, ha spiegato: «A volte un augurio arriva quando tutto sembra perduto. Anche allora, in qualche modo, può essere un seme per qualcosa di nuovo che nasce. Questa canzone è nata da questo tipo di pensieri, da questo tipo di slancio». Parole accolte con un lungo applauso, che hanno preparato il terreno a una delle interpretazioni più emozionanti della serata. L’intensità è proseguita con “Canzone arrabbiata”, prima di un tuffo nella storia del rock italiano con due pagine del repertorio dei CSI, “Depressione Caspica” e “Del Mondo”.
Due brani che hanno riportato alla memoria una delle esperienze musicali più significative degli anni Novanta e che rappresentano anche un ideale ponte verso il concerto che i CSI terranno ad Alba l’8 settembre.

Il concerto è poi tornato alle sonorità della tradizione con “La Leggera”, capace di coinvolgere il pubblico grazie al suo ritmo trascinante, fino al finale affidato a “Amandoti”, interpretata con la profondità e la sensibilità che da sempre contraddistinguono Ginevra Di Marco.
Un’esecuzione intensa, seguita da un lungo applauso.

L’energia è poi cambiata nuovamente con l’arrivo dei Gang, che hanno trasformato la piazza in un grande coro collettivo.
Il gruppo dei fratelli Severini ha proposto alcuni dei brani più rappresentativi del proprio repertorio, da
“Bandito senza tempo” a “La pianura dei sette fratelli”, passando per Marenostro, alternando racconti di Resistenza, diritti e solidarietà. Il finale è stato uno di quei momenti destinati a rimanere nella memoria del festival. Sulle note di “Comandante” tutto il pubblico ha accompagnato la band cantando all’unisono, trasformando il concerto in una grande festa popolare dove palco e platea sono diventati una sola voce.
Anche questa seconda serata ha confermato lo spirito di Mataria d’Langa: un festival che non propone soltanto concerti, ma costruisce incontri tra artisti e pubblico, intrecciando musica, storie e valori.
A Roddino le canzoni non sono soltanto eseguite: vengono vissute insieme, diventando patrimonio condiviso di una comunità che continua a ritrovarsi ogni estate ai piedi delle colline dell’Alta Langa.

fotogallery ©Pierangelo Vacchetto

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