L’analisi / Alberi caduti per il forte vento. Cavallo: «La manutenzione non basta»

Per l'assessore Roberto Cavallo il vero responsabile è il cambiamento climatico. «Nei rinnovati giardini di via Aldo Moro, pochi l’avranno notato, ma è stato piantato il primo esemplare in città di eucalipto. Era impensabile fino a qualche anno fa. Stesso discorso vale per le querce da sughero di piazza Savona»

L'analisi / Alberi caduti per il forte vento: «La manutenzione non basta

di Davide Barile

IN CITTÀIl maltempo delle scorse settimane, oltre ai danni, ha lasciato tracce pure nei commenti sui social. Certe affermazioni, relative in particolare alle cadute di alberi e rami, miravano a cercare dei responsabili e, per fare chiarezza e stimolare riflessioni, l’assessore Roberto Cavallo ha postato un testo in cui ha contestualizzato l’evento fornendo informazioni tecniche.

Sul tema, ha aggiunto: «Capisco la necessità di sfogarsi, i social sono uno spazio in cui ognuno esprime le proprie idee, e se cade una pianta si dà la colpa al sindaco, agli ambientalisti o persino all’albero stesso. Sono tutte semplificazioni che omettono il vero responsabile: il cambiamento climatico. Raffiche di vento ai 130 all’ora, un tempo, ad Alba non si verificavano. La siccità limita la crescita delle piante e, per difendersi, i rami diventano più fragili. Siamo in un’annata eccezionalmente anticipata e c’è un’energia che, prima o poi, si sfoga sotto forma di grandine oppure vento».

L'analisi / Alberi caduti per il forte vento. Cavallo: «La manutenzione non basta»
Roberto Cavallo

Sulle eventuali responsabilità del Comune, aggiunge: «Nelle zone pubbliche di Alba ci sono circa 7.700 piante e, se andiamo a vedere, considerando il fenomeno che si è verificato, i danni sono stati limitati. Qualcuno dice che, se gli alberi fossero stati controllati, non sarebbero caduti. Così non è: nonostante gli accertamenti che compie periodicamente l’ufficio tecnico, la biologia non è una scienza esatta e possono comunque verificarsi problemi. Un po’ come una persona che si sottopone costantemente a esami ma, alla fine, si ammala».

Altri utenti hanno parlato di potature sbagliate: «Qui non si sono mai viste le capitozzature che caratterizzano altre località. Lo dobbiamo anche alla competenza nella gestione del verde, delle piante e dei fiori che caratterizza l’ufficio tecnico dai tempi del geometra Domenico Eusebio. La sua eredità, oggi, è raccolta dall’architetto Flavio Porro».

Servono nuove soluzioni

Uffici e assessorato sono alle prese con una nuova sfida: «Rispetto a 30 anni fa, sono cambiate le specie adatte. I tigli patiscono la siccità e rilasciano la melata che rende appiccicose le auto; i platani sono attaccati da una cimice; gli olmi si schiantano al suolo dopo essere stati erosi dalla grafiosi; dagli ippocastani, che ormai stanno seccando, cadono le castagne che bollavano le carrozzerie. Si era così pensato di piantare il Liriodendron tulipifera, che qualche decennio fa era immune da patogeni. Lo troviamo, per esempio, in corso Langhe. Da qualche anno, però, la specie è attaccata dagli afidi che rilasciano una melata peggiore dei tigli. Abbiamo rilasciato delle coccinelle che si nutrono del pidocchio, ma non basta».

Aggiunge: «Nei rinnovati giardini di via Aldo Moro, pochi l’avranno notato, ma è stato piantato il primo esemplare in città di eucalipto. Era impensabile fino a qualche anno fa. Stesso discorso vale per le querce da sughero di piazza Savona. Il clima cambia e, per avere alberi in città, bisogna trovare nuove soluzioni». In conclusione afferma: «Vorrei che passasse un messaggio. Nonostante tutto, i benefici di avere degli alberi superano di gran lunga eventuali problemi che possono verificarsi».

Si punta a 10mila alberi in città

Sull’argomento, prosegue il discorso Cavallo: «Come percentuale di zone alberate nel contesto urbano, Alba è attorno al 25 per cento, poco più della media italiana, che si aggira sul 24, ma inferiore alla soglia minima raccomandata da Legambiente (26%). Durante l’ultimo anno, purtroppo, sono state segnalate diverse morie, dovute principalmente alla siccità e agli attacchi di patogeni. Il bilancio tra alberi morti e nuove piante è, comunque, positivo: se l’anno prima il saldo diceva duecento in più rispetto al passato, ora siamo comunque a un aumento totale di venti». Dagli attuali 7.700 alberi «vorrei, come auspicato in campagna elettorale, si arrivasse almeno a 10mila. In ambiente urbano bisogna calcolare un costo annuale di 80 euro a pianta: nel bilancio rientrano le potature, gli interventi e la spazzatura delle foglie».

Altro discorso riguarda le aree verdi urbane, «Alba ne ha circa 420mila metri quadrati e il dato è un po’ più alto rispetto alla media italiana, che va da 0,80 a 1,20 pro capite. C’è poi tutta la parte relativa ai boschi: da un’indagine di un’agenzia che si occupa di gestione delle foreste, che non è ancora stata pubblicata, per il nostro Comune sono stati evidenziati dati interessanti. Tra tutte le città piemontesi sopra i 30mila abitanti, Alba ha una superficie di boschi ben maggiore. È un patrimonio da preservare, per il quale vogliamo destinare delle risorse per la valorizzazione e inserire nel nuovo Piano regolatore delle linee di intervento».

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