Pannoloni: consegne in ritardo. Ora la Regione ha schierato le farmacie

Da mesi il rifornimento di dispositivi per incontinenti è al centro del dibattito. I rallentamenti o le mancate consegne hanno messo alla prova malati e famiglie. La Regione ha affidato l’incarico a un nuovo ente e ha studiato un piano per superare l’emergenza

Pannoloni: consegne in ritardo.  La Regione ha schierato le farmacie

di Elisa Rossanino

L’AGGIORNAMENTOPannoloni e altri presidi assorbenti per incontinenza come le traverse sono strumenti fondamentali nella quotidianità di molti anziani e non solo. Garantiti agli aventi diritto dalla Regione attraverso il servizio sanitario nazionale, da settimane sono al centro del dibattito. Si tratta infatti di un’esigenza che da alcuni mesi fa i conti con ritardi e mancanze. Secondo le prime stime, a essere coinvolti in tale impasse sarebbero stati in tutto dai 6 ai 7mila piemontesi (che usufruiscono in totale di circa 300mila consegne annue).

«Da gennaio abbiamo notato un rallentamento significativo della fornitura. Pensavamo fosse legato al periodo delle ferie, ma poi la situazione non si è risolta, anzi», spiega una farmacista della zona. Consegne incomplete o addirittura assenti hanno obbligato le famiglie ad acquistare i materiali necessari. «Abbiamo assistito di conseguenza a un aumento delle richieste. Una spesa significativa che è ricaduta sulle famiglie (se si considera che un pacco costa in media 20 euro), ma non credo che ci sarà alcun tipo di rimborso. D’altra parte, anche noi abbiamo dovuto adeguarci per garantire pannoloni e altro in negozio», conclude.

Viste le difficoltà di gestione della ditta appaltatrice, la Regione ha affidato l’incarico alla società Amos, operativa dal 29 giugno nella gestione delle forniture. Ma ora a scendere in campo saranno proprio le farmacie che, come reso noto dalla Regione, «da mercoledì 26 agosto sono protagoniste di una misura straordinaria per accelerare il recupero dell’arretrato nella distribuzione degli ausili per incontinenza e garantire una risposta rapida ai cittadini», confermando che «la Regione, in collaborazione con Federfarma Piemonte, ha attivato un canale straordinario di distribuzione attraverso la rete delle farmacie».

Le modalità e i dubbi

Le modalità sono state spiegate chiaramente dalla Regione stessa: «Gli utenti interessati saranno contattati direttamente dalla farmacia dove è stato effettuato l’ordine, che fornirà tutte le indicazioni necessarie per il ritiro. Non sarà quindi necessario presentarsi prima di essere contattati. Al momento del ritiro sarà consegnato il prodotto ordinato oppure, qualora questo non fosse immediatamente disponibile, un prodotto uguale o equivalente per caratteristiche e funzione, in modo da assicurare la continuità della fornitura ed evitare ulteriori attese». Una modalità che dovrebbe sopperire all’inconveniente, ma che lascia perplesse alcune farmacie cittadine con cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. «Non abbiamo ancora chiara la modalità, quel che è certo è che alle mancanze del pubblico deve sempre sopperire il privato», spiega una farmacista. «In questo modo per noi si aggiungerà ulteriore lavoro, e non si considera che per stoccare i pacchi di pannoloni servono spazi adeguati e sufficienti. È una procedura che compievamo già alcuni anni fa, ma che ora ci piomba addosso quasi all’improvviso. Bisogna ricordare che esistono varie tipologie e misure di pannoloni e traversine, e ciò non fa che ampliare le difficoltà di gestione», commenta.

Quel che è certo, spiega ancora la Regione, è che: «Questa modalità di distribuzione affiancherà temporaneamente il sistema ordinario e resterà attiva per il periodo necessario a riportare il servizio alla piena regolarità».

La procedura così strutturata vuole, da un lato, rispondere in modo tempestivo ai cittadini che stanno ancora attendendo la fornitura, e dall’altro azzerare gli ordini accumulati, riportando il servizio alle normali modalità di distribuzione.

Il punto con Federfarma Piemonte

«Prima dei rallentamenti i tempi di attesa erano di circa una settimana, massimo dieci giorni dall’ordine e la consegna avveniva regolarmente a domicilio. Un servizio che, seppur con qualche intoppo legato principalmente alla consegna a casa, funzionava bene. Ora entriamo in gioco noi, anche se dovremmo essere coinvolti soltanto in una fase “emergenziale”», aggiunge una farmacista. «È di certo una gestione non semplice, ma nessun allarmismo», spiega Simona Arpellino di Federfarma. «La procedura è appena stata avviata e le farmacie si trovano a dover fare ciò che è molto tempo che non facevano più. Si tratta di una fase emergenziale durante la quale le farmacie dovranno contattare coloro che hanno le forniture in ritardo per poi provvedere alla consegna. C’è un problema evidente e le farmacie si sono messe a disposizione per cercare di risolverlo».

Sul tema è intervenuto anche il presidente di Federfarma Piemonte, Andrea Colombo: «La Regione ha sbloccato per le farmacie una serie di ordini non consegnati per i quali le farmacie ora si stanno attrezzando, al fine di avere i prodotti e poi consegnarli agli utenti che chiameranno man mano. Per ora sono stati sbloccati circa 3mila ordini ritardatari. Aggiungo che le farmacie erano coinvolte nella realizzazione dell’ordine sulla base del piano terapeutico, ma non si occupavano più della consegna diretta, mentre ora tornano attive solamente per smaltire gli arretrati. L’ordinario resta gestito con la consegna a domicilio».

E sulle perplessità riscontrate risponde: «Non nascondo che avrà un impatto sulla loro organizzazione interna, benché si tratti di poco più di 3mila forniture in tutta la Regione, ma ripeto: si tratta di una procedura straordinaria».

Per quanto riguarda la durata, difficile fare una stima. «Molto dipenderà dai tempi delle forniture: abbiamo chiesto alle farmacie massima collaborazione affinché l’emergenza rientri il prima possibile, ma sull’andamento impatteranno molti fattori», conclude il presidente Colombo.

Dal certificato alla fornitura. Ecco come fare all’Asl Cn2

Come detto, la Regione garantisce la fornitura di dispositivi a quanti ne hanno necessità. La procedura per ottenerli è la seguente. La richiesta prende avvio dal medico generale o dallo specialista del servizio sanitario nazionale che valuta la situazione clinica e redige il piano terapeutico. Per ottenere la fornitura non è dunque necessario il riconoscimento dell’invalidità civile.

Ottenuta la prescrizione (all’Asl Cn2), deve essere trasmessa all’ufficio protesica e integrativa della Cn2 consegnandola presso il Cup o inviandola all’indirizzo protesica@aslcn2.it. Verificata la documentazione, l’ufficio provvederà così ad autorizzare la fornitura prevista dalla normativa regionale.

Il cittadino potrà poi rivolgersi a una farmacia o parafarmacia del territorio abilitata per scegliere, tra i prodotti disponibili, la tipologia di presidi assorbenti più adeguata alle proprie esigenze e il farmacista effettuerà l’ordine. La distribuzione avviene con cadenza trimestrale presso il domicilio degli assistiti.

Le criticità degli ultimi mesi non hanno risparmiato la nostra Asl, che ha raccolto le segnalazioni confrontandosi con i soggetti competenti per arginare le problematiche riscontrate. Come indicato sul proprio sito Internet, la Cn2 ha segnalato che dal 29 giugno è entrata in vigore una nuova modalità di consegna. La nuova referente della programmazione delle consegne, dell’allestimento delle forniture e del servizio di contact center è la ditta Amos, mentre i recapiti domiciliari vengono effettuati da due diverse ditte di logistica, una per ogni area.

Il numero per contattare Amos (attivo tutti i giorni lavorativi dalle 9 alle 18) è il seguente: 0172-19.08.309. Il numero attraverso il quale Amos contatterà gli utenti per concordare la consegna è invece: 0172-19.08.300.

Per gli ordini effettuati prima del 29 giugno, i riferimenti validi rimangono quelli del precedente responsabile della consegna, e cioè la ditta Ctv scrivendo a segnalazioniutenti@ctvlogistica.it oppure chiamando i numeri verdi 800-53.89.99 o anche 011-02.40.506.

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