di Sara Canta
IL CASO – «Devo ammettere che quando posso mi rivolgo al privato. Non perché il pubblico non funzioni bene. Semplicemente perché non ho voglia di aspettare. Posso permettermi di spendere qualche centinaia di euro per una visita dermatologica, per una Tac o una visita oculistica. Se questo mi consente di accedere alla prestazione in pochi giorni, perché aspettare intere settimane?». Andrea è un ingegnere che vive ad Alba: ha 35 anni e lavora da quando ha finito l’università. «Non ho difficoltà economiche e questo mi consente di vivere con relativa tranquillità quella che penso essere una crisi della sanità odierna. Il sistema pubblico fa il possibile, ma la richiesta e il bisogno della popolazione superano di gran lunga le capacità di risposta. Troppe persone che necessitano assistenza medica, troppi pochi medici e ospedali».
I dati dell’Asl Cn2 su un giorno indice
Analizzando i dati di agosto relativi alle liste d’attesa dell’Asl Cn2, emergono differenze significative a seconda delle prestazioni richieste. In alcuni casi è necessario aspettare mesi, in altri pochi giorni. Il tema riguarda il sistema sanitario nel suo insieme: la situazione locale di Alba-Bra va letta all’interno di un contesto critico che interessa la sanità anche a livello nazionale e regionale.
Inoltre, è necessario premettere che i numeri riguardano uno specifico “giorno indice”: non misurano il tempo medio di attesa sperimentato da tutti i pazienti, ma registrano una situazione che può cambiare con l’apertura di nuovi posti, una rinuncia o il momentaneo esaurimento delle disponibilità. Tornando ad agosto, le attese maggiori riguardano gli esami cardiovascolari.
Nella casa della salute di Bra vengono indicati 493 giorni per un ecocolordoppler cardiaco a riposo. Nell’ospedale di Verduno sono 464 i giorni per l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, mentre gli esami arteriosi degli arti inferiori e superiori raggiungono entrambi 471 giorni. Ad Alba, per alcuni ecocolordoppler venosi degli arti il dato è di 315 giorni.
Un altro nodo riguarda la risonanza magnetica. A Verduno la rilevazione indica 350 giorni per un esame di encefalo e tronco encefalico senza contrasto, lo stesso valore riportato per i monitoraggi del rachide cervicale, dorsale e lombosacrale. Anche alcune Tac risultano a 219 giorni.
La dermatologia tra le più critiche
Tra le prime visite specialistiche, la dermatologia resta una delle aree più critiche: a Canale l’attesa indicata è di 395 giorni, ad Alba di 162. Per la neurologia si va dai 185 giorni di Bra ai 197 di Verduno, fino ai 219 di Alba. L’ortopedia a Verduno raggiunge 143 giorni e la visita endocrinologica a Santo Stefano Belbo quota 169.
Per le fasce deboli della popolazione, che non possono permettersi di pagare visite private, si tratta di un problema importante. Sebbene l’Asl garantisca il pieno rispetto dei tempi per le prestazioni urgenti, per tutte le altre tipologie di visita l’attesa rimane lunga e costringe alcune fasce di cittadinanza, di fatto, alla rinuncia alle cure o alla loro posticipazione rispetto al necessario.
Altri vanno meglio e variano nel tempo
Non mancano nella nostra Asl prestazioni con disponibilità più ravvicinate. A Verduno la prima visita oculistica e quella gastroenterologica risultano entrambe a sette giorni. Per le ecografie di collo, tiroide e addome ne vengono indicati quattro, per l’ecografia mammaria uno. Colonscopia e rettosigmoidoscopia sono a undici giorni. Spirometria ed esame audiometrico risultano, in alcuni casi, disponibili senza attesa.
Il confronto con luglio mostra quanto le disponibilità possano variare e questi dati non siano da considerare in senso assoluto. Un mese prima la visita oculistica a Verduno risultava a 290 giorni, contro i sette di agosto; le ecografie di collo, tiroide e addome erano a 351 giorni e scendono a quattro. Per le risonanze magnetiche senza contrasto il cambiamento è più contenuto, da 364 a 350 giorni. Per altre prestazioni il movimento è opposto. La prima visita neurologica a Verduno passa dai due giorni indicati a luglio ai 197 di agosto. L’ortopedia sale da 19 a 143 giorni e la mammografia da uno a 123. La dermatologia a Canale passa da 367 a 395 giorni, mentre ad Alba scende da 190 a 162.
Ancora più significativo è il confronto con gennaio 2026. A inizio anno le risonanze magnetiche del rachide senza contrasto erano indicate in appena 8 giorni, contro i 350 di agosto; le Tac con contrasto di torace e addome erano a 10 giorni, mentre oggi ne richiedono addirittura 219.
Il quadro di agosto, insomma, non racconta di un peggioramento uniforme, ma di un sistema caratterizzato da fortissime oscillazioni: alcune liste sono state quasi azzerate, mentre su altre permangono colli di bottiglia superiori ai 300 o 400 giorni.
Scegliere altre sedi
Per chi deve prenotare, infine, può fare la differenza la sede scelta. L’esempio dell’urologia mostra uno scarto anche all’interno dello stesso territorio: nella rilevazione di agosto, la prima visita risulta a 22 giorni a Cortemilia e Santo Stefano Belbo, contro i 117 di Verduno. Considerare un altro ambulatorio può dunque consentire di trovare una disponibilità più vicina, quando le condizioni personali e la possibilità di spostarsi lo permettono.
Attese diverse in base alla classe
La situazione può cambiare piuttosto facilmente. Anche pochi appuntamenti ritornati prenotabili possono modificare il dato. Specifichiamo che i valori riportati nell’articolo in questione riguardano la classe D, quella delle prestazioni differibili, per la quale il “riferimento” (ovvero il numero massimo di giorni entro il quale la specifica visita dovrebbe essere disponibile) è di trenta giorni per le prime visite e di sessanta per gli accertamenti diagnostici. Esistono anche la classe U, cioè urgente, con prestazioni da eseguire entro 72 ore, la B, breve, entro dieci giorni, e la P, programmabile.
La priorità indicata nella prescrizione del medico di base distingue dunque tali percorsi con tempi diversi, legati alla necessità clinica. Per la classe urgente, l’Asl Cn2 riferisce di garantire l’erogazione delle prestazioni nei tempi fissati nel cento per cento dei casi.
