ALBA – Il prossimo 1° ottobre coinciderà con due appuntamenti molto importanti per la nostra città. Sarà il giorno in cui passerà di mano il servizio di igiene pubblica, con la San Germano Spa che subentrerà a Egea ambiente, pur rimanendo sempre all’interno del gruppo Iren, come Gazzetta d’Alba ha spiegato nei numeri scorsi. Senza allontanarsi troppo, però, sarà anche il grande giorno in cui la gestione del ciclo idrico integrato diventerà interamente pubblica, con il subentro del consorzio Cogesi ai privati di Egea acque-Iren.
Ne abbiamo parlato con Gianni Arbocco, presidente di Sisi (Società intercomunale servizi idrici), che gestisce il depuratore di Govone e che, facendo parte di Cogesi, avrà un ruolo chiave nel subentro.
Come procede il cammino verso la gestione totalmente pubblica dell’acqua?
«La novità più rilevante arriverà il primo giorno di ottobre, quando Cogesi sarà a tutti gli effetti – e con tutti gli oneri e gli onori – la società interamente a capitale pubblico chiamata a gestire il ciclo idrico integrato nel nostro quadrante provinciale. Il subentro avverrà procedendo con calma e tenendo presente che il consorzio ne sarà titolare e responsabile, mentre dal punto di vista operativo saranno impegnate, nell’ambito delle competenze di ciascuna, le società che fanno parte dello stesso consorzio».
Con quali priorità sarà affrontato il cambio di gestione, Arbocco?
«Lavoreremo per essere operativi nel minore tempo possibile e in modo ottimale. Contemporaneamente, bisognerà essere puntuali nei ruoli di programmazione e di ideazione degli investimenti necessari per affrontare l’impegno assunto, anche nel medio e lungo termine».
Come avete interloquito con il territorio dal punto di vista della programmazione e degli investimenti?
«Abbiamo agito in sinergia e in contatto con gli amministratori locali. Abbiamo chiesto ai sindaci quali fossero le priorità che volevano portare alla nostra attenzione e questo è stato il punto di partenza del nostro lavoro: contatto, interlocuzione costruttiva e puntuale, dialogo costante. Da parte nostra, essendo Sisi la società più strutturata nel contesto del consorzio Cogesi, insieme con Alac (Acquedotto delle Langhe e delle Alpi cuneesi), ci porremo come priorità la migliore erogazione possibile dei servizi al nostro territorio e quindi agli utenti. In questo contesto sarà determinante la capacità di pensare un nuovo futuro e di realizzarlo al meglio. Mi sento piuttosto ottimista su ciò che ci aspetta».
Cosa può dirci a proposito delle risorse umane di cui potrete disporre nell’ambito di questi impegni oramai imminenti?
«Visto che l’impegno sarà quello di fare di più e meglio per garantire un servizio ottimale dal punto di vista operativo, tecnico, economico e gestionale, sarà molto importante il ruolo svolto da Tecnoedil lavori, vero e proprio braccio operativo di Egea, che fino a oggi ha gestito il tutto in concreto. Allo stato attuale è previsto che sarà Alac a rilevarne le competenze e i dipendenti, come prevede la legge. Stiamo però valutando anche la possibilità – non sono state ancora prese decisioni, ma sono in corso ragionamenti – che Sisi possa entrare nel contesto di questa operazione per mezzo dell’acquisizione di un ramo d’azienda. Sarebbe molto interessante, alla luce dell’esperienza che Tecnoedil ha acquisito, tenendo conto delle questioni contabili e amministrative. Se si percorrerà questa strada, Sisi salirebbe così a cento dipendenti».
C’è però chi teme che siano in arrivo nuovi costi e quindi aumenti in bolletta per gli utenti. Cosa ci può dire in merito, presidente Arbocco?
«È una possibilità che non posso escludere a priori. Lo dico con grande sincerità e onestà, come ho risposto tutte le volte che mi è stata posta questa domanda, senz’altro prioritaria per l’utente. In primo luogo, occorre tenere ben presente che, in Granda e ad Alba, l’acqua costa 2 euro per metro cubo. È davvero poco, anzi pochissimo, dal momento che parliamo di un prezzo tra i più bassi in Italia. Un altro aspetto che dobbiamo tenere presente è che sarà l’Arera (l’autorità di regolazione nazionale competente per la materia) a deliberare in merito e sulla base degli investimenti programmati».
Che cosa intende?
«Si dovrà intervenire in modo molto consistente sul contenimento delle perdite, che in certe zone del nostro territorio raggiungono l’80 per cento, con una media tra il 30 e il 40. Possiamo dire che nei rubinetti arriva una frazione piuttosto bassa dell’acqua captata alla sorgente, determinando uno spreco di risorse importante e non più accettabile. Investire per migliorare questi numeri significherebbe fare buon uso di un ipotetico aumento delle tariffe».

