L’impegno di prendersi cura mettendo i piccoli al centro: gli appuntamenti per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

Animazione pastorale: migranti, missione ed ecumenismo: temi sui quali riflettere e agire per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

L’impegno di prendersi cura mettendo i piccoli al centro: gli appuntamenti per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato
I vescovi Brunetti e Prastaro

ALBA – Tre uffici diocesani, Migrantes, Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso e Centro missionario, e un’unica direzione: prendersi cura delle persone, delle comunità e del mondo, imparando ad accogliere le differenze, costruire ponti e sentirsi responsabili gli uni degli altri. “Piccoli al centro – l’impegno di aver cura” è il titolo che accomuna tre celebrazioni: la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (27 settembre), il Mese del creato (settembre) e la Giornata missionaria mondiale (18 ottobre).

Venerdì 25 settembre, alle 20.45, in Sala Mandelli ad Alba, ci sarà l’incontro con monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti, che porterà la sua esperienza missionaria in Kenya e una riflessione sul ruolo della Chiesa nell’annuncio del Vangelo, nella cooperazione, nella costruzione di relazioni tra popoli e Chiese. Aprirà l’incontro monsignor Marco Brunetti, vescovo di Alba, seguiranno testimonianze del Centro missionario e della fondazione Migrantes, con il saluto di don Paolo Rocca.

Sabato 26 settembre, alle 20.45, a Santa Maria di La Morra, presso il circolo Acli ’L Brich, sarà la preghiera ecumenica per il Creato a riunire la comunità. La celebrazione, curata dall’Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso, dall’Istituto diocesano di musica sacra e dall’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, vedrà la presenza di padre Mihailo Matevski, della Chiesa ortodossa macedone di Neive. La cura della casa comune è un terreno privilegiato di incontro tra cristiani e tra persone di diverse culture.

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Il gruppo musicale Bakh Yaye Family.

Domenica 27 settembre, dalle ore 18, in piazza Cristo re ad Alba, l’Open air – La città a cena proporrà una preghiera interreligiosa, pic-nic, musica con il gruppo Bakh Yaye Family e racconti di giovani sui viaggi vissuti in luoghi di missione: un momento semplice e festoso in cui le differenze diventano occasione di conoscenza e fraternità. La serata è promossa con l’associazione Bakhita, Caritas albese e altre associazioni. Il filo rosso? Riconoscere che la stessa logica che scarta il più fragile è quella che devasta la Terra e alimenta i conflitti. Al contrario, essere “uno in Cristo” genera una fraternità capace di accogliere, di custodire il creato, di trasformare gli strumenti di morte in strumenti di vita.

Missione, accoglienza e custodia del creato diventano tre dimensioni di un’unica vocazione cristiana: prenderci cura della vita che Dio ci affida, senza lasciare indietro nessuno. Gli eventi rinnovano e sostituiscono i consueti appuntamenti (come la veglia missionaria) per celebrare le tre giornate. Durante il mese di ottobre, i collaboratori adulti e i giovani, che hanno fatto esperienze di missione o accoglienza, sono a disposizione per incontri nelle parrocchie e nei gruppi, per trasformare, raccontando, un vissuto “personale” in un’occasione di crescita per tutti.

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