di Davide Barile
ALBA – “Parliamo di Eritrea”: è questo il titolo dell’incontro che si terrà venerdì 25 settembre, alle 18, nello Spazio dom di via Giacosa 7, organizzato da Ampelos.
L’associazione, presieduta da Sergio Buffa, è nata ad Alba nel 2004 per volontà di un gruppo di agronomi e tecnologi alimentari con l’obiettivo di promuovere progetti di sviluppo agricolo, agroalimentare ed educativo, oltre a iniziative di sussistenza in Africa. Per farlo, i volontari collaborano con varie congregazioni religiose. A portare la propria testimonianza durante la serata albese sarà suor Abrehet Salomon dell’istituto Figlie di sant’Anna che si trova ad Asmara, capitale dell’Eritrea. Nel Paese del Corno d’Africa si recherà, dal 5 al 16 ottobre, la socia di Ampelos Simona Mordenti.
I progetti dell’associazione
Quest’ultima spiega: «Sarà la mia settima volta, ma non ci vado dal 2012. Nel corso degli anni ho comunque partecipato ad altri viaggi per l’associazione, l’ultimo dei quali, nel 2024, è stato in Burundi. Periodicamente, noi volontari e collaboratori ci rechiamo in Africa per documentare il progresso dei lavori avviati».
Mordenti prosegue: «In Eritrea, le Figlie di sant’Anna sono 145 e gestiscono la casa madre nella capitale e ventiquattro missioni nelle varie zone. Alcune di loro sono infermiere e ostetriche: a loro è affidato il compito di soccorrere i malati in attesa dell’arrivo nelle cliniche e aiutare le donne a partorire». Per supportarle, Ampelos ha avviato quattro programmi. Mordenti specifica: «Il primo è la raccolta fondi per l’acquisto di zaini di pronto soccorso, all’interno dei quali dovrà essere presente tutta l’attrezzatura medica necessaria per le prime cure. Un’altra iniziativa riguarda l’aiuto alle famiglie delle zone rurali nell’allestimento di piccoli allevamenti di capre e pecore. Oltre a fornire il latte e la lana per il consumo e la vendita, permettono di disporre di un piccolo reddito con il commercio di capretti e agnelli».
La consociata conclude: «Gli altri due progetti per l’Eritrea hanno a che fare con la gestione di doposcuola pomeridiani, per consentire ai bambini di non restare per strada dopo le lezioni, e l’assistenza agli anziani».
