La diocesi invitata a scoprire la bellezza della comunione: sabato 3 il vescovo presenta la lettera pastorale

Sabato 3, il vescovo di Alba Marco Brunetti presenta la lettera frutto del Sinodo e della visita pastorale

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Un’assemblea per il Cammino sinodale.

ALBA / PARROCCHIA CRISTO RE – Il nostro vescovo Marco presenterà all’assemblea diocesana di sabato 3 ottobre la nuova lettera pastorale che offre alla diocesi: Come è bello e dolce che i fratelli vivano insieme. Vi si sente l’eco del Cammino sinodale e dei tanti incontri realizzati nella visita pastorale negli ultimi due anni. La lettera ne raccoglie i primi frutti e dà inizio al nuovo Cammino postsinodale, volto a realizzare le indicazioni del Sinodo e di quanto emerso della nostra realtà diocesana nella visita pastorale.​

Comunione, realismo e concretezza. L’introduzione si apre col versetto del Salmo 133, che dà il titolo alla lettera: la dolcezza del ritrovarsi fratelli che vivono e camminano insieme. Si respira un’apertura fiduciosa, con uno sguardo al futuro consapevole e realistico. Il vescovo non nasconde le difficoltà. Viene ricordata la “fine della cristianità” – ma non della fede! – che diventa appello a una “fede scelta”; la fatica e l’incertezza nella trasmissione della fede; il realismo dei piccoli passi, condivisi in un cammino di comunione.​

La grande icona della prima comunità cristiana. Proprio l’appello alla comunione apre la prima parte, dal titolo: “Indicazioni dal Cammino sinodale e dalla visita pastorale”. Il vescovo addita come fonte di ispirazione la grande icona della prima comunità cristiana descritta negli Atti degli apostoli, primo luogo storico in cui il cristianesimo prese forma. Ne commenta i “pilastri” essenziali e sempre esemplari: la testimonianza apostolica, la comunione “spirituale e affettiva”, la frazione del pane, la preghiera unanime. La Chiesa, attingendo a questa icona, può creativamente rinnovarsi ed essere ancora “segno di speranza e di salvezza”.​

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Visita pastorale del vescovo Marco tra i ragazzi del Duomo.

Verso dove? È la domanda che apre la seconda parte. Sullo sfondo del testo degli Atti degli apostoli, la lettera ricorda che «il Cammino sinodale ci ha educati a vivere un rinnovato senso di comunione». Andando controcorrente, afferma che lo spirito di comunione è «testimonianza significativa e profetica nella società individualistica e pluralistica di oggi». Combatte infatti la frammentazione, dà nuova linfa alla vita fraterna, salva le comunità dalla freddezza, incoraggia la corresponsabilità, conforta nelle incertezze, custodisce e fa fiorire relazioni autentiche e condivisione.​

«Costruire comunità forti e accoglienti». Le comunità cristiane sono realizzazioni concrete e viventi della comunione. Il vescovo addita in particolare la parrocchia come forma, fondamentale e plastica a un tempo, della vita della Chiesa nel territorio.

La visita pastorale ha permesso di toccare da vicino la situazione delle parrocchie e delle unità pastorali. Ora il vescovo offre le prime indicazioni, a partire da un alleggerimento delle strutture e «un segnale di semplificazione», anche attraverso accorpamenti o soppressioni.​

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Corresponsabilità e ministeri. Il fine è favorire la crescita della vita di fede e carità delle comunità. È questo il vero centro delle indicazioni del vescovo, che nella lettera sottolinea il necessario passaggio di mentalità dei laici da collaboratori a corresponsabili, decisivo per una Chiesa che abbia imparato a camminare sinodalmente. La corresponsabilità si sviluppa nel riconoscimento e nella valorizzazione dei ministeri. Il vescovo ricorda i tanti incontri con le nostre comunità e impegna tutti a una «promozione effettiva di una più ampia ministerialità», una delle tre priorità scelte nell’ultima assemblea sinodale diocesana. Concretamente, la lettera addita, oltre i pericoli dello spontaneismo e dell’improvvisazione, il lavoro fatto insieme e la costituzione di vere e proprie “équipe ministeriali”, che, in collaborazione col parroco, assumano la cura dell’animazione pastorale e liturgica delle comunità. La loro crescita e formazione sarà l’obiettivo dei prossimi anni.​

La priorità della formazione. La formazione, in particolare degli adulti, era l’altra priorità indicata a conclusione del Cammino sinodale diocesano. La lettera invita a “investire in formazione” e il vescovo sottolinea qui un ventaglio di possibilità molto ricche. In questo orizzonte, la lettera ricorda l’impegno a rinnovare l’iniziazione cristiana, e l’attenzione ai giovani con i progetti che verranno proposti dal rinnovato Ufficio di pastorale giovanile.​

La testimonianza della carità. Guardando all’esempio di condivisione della prima comunità cristiana, la lettera evidenzia le luci e le ombre nella testimonianza della carità, momento fondamentale della vita cristiana, e traccia la via di una cultura della fraternità che si traduca in opere-segno per la diocesi, auspicando un luogo dedicato all’accoglienza in ogni vicaria.​

La liturgia e la preghiera. La sottolineatura finale è dedicata alla liturgia e alla preghiera, perché è nell’incontro col Signore che si attingono le energie per credere e operare. Il vescovo con molta concretezza indica sei urgenze e chiede scuole di preghiera e meditazione, capaci anche di rispondere alla ricerca di nuove forme di spiritualità.​

Chiesa missionaria. La lettera si chiude richiamando ancora, con atteggiamento fiducioso, a una Chiesa aperta e missionaria, che guarda al futuro con gioia e speranza: è un invito a iniziare senza timore il nuovo cammino.

 don Piero Racca

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