Sicurezza in agricoltura, Cia: «Serve una cultura della prevenzione»

Dopo il convegno di Alba, Carenini e Varrone chiedono più formazione e tutela dei lavoratori

Sicurezza in agricoltura, Cia: «Serve una cultura della prevenzione»
Varrone - Calabretta - Carenini

AGRICOLTURA – La sicurezza sul lavoro in agricoltura non può essere considerata soltanto come un insieme di adempimenti normativi, ma deve diventare una componente strutturale della cultura d’impresa e del lavoro quotidiano.

È questo il messaggio che Cia Agricoltori Italiani rilancia a margine del convegno nazionale “Coltivare sicurezza: agricoltura e selvicoltura tra tutela del lavoro e valorizzazione del territorio d’eccellenza”, svoltosi venerdì 2 ottobre all’Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba, promosso nell’ambito delle attività di prevenzione dello Spresal e dedicato ai temi della sicurezza nei comparti agricolo e forestale.

«È stato un convegno molto interessante – sottolinea Gabriele Carenini, presidente regionale di Cia Agricoltori Italiani di Piemonte e Valle d’Aosta –, formazione e informazione sono fondamentali per coltivare una vera cultura della sicurezza nel lavoro agricolo. Con Spresal, la nostra Organizzazione condivide da sempre uno spirito collaborativo e costruttivo, nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e dell’intero comparto. La sicurezza non può essere vissuta come un obbligo calato dall’alto, ma come un patrimonio comune da costruire e rafforzare quotidianamente».

Nel corso della giornata sono stati affrontati diversi aspetti legati alla prevenzione degli infortuni e alla tutela della salute degli operatori: dal nuovo Piano nazionale della prevenzione e dal Piano predefinito Agricoltura 2026-2031 alle esperienze maturate in Piemonte; dalla sicurezza delle macchine agricole, comprese quelle autonome, ai rischi connessi alle nuove tecnologie e all’utilizzo dei droni; dalle iniziative per la sicurezza nel settore forestale ai rischi legati al lavoro in condizioni di caldo.

Spazio anche alla sorveglianza sanitaria in agricoltura, agli standard di vigilanza, alla prevenzione dei rischi nel settore della fabbricazione dei pallet in legno e alla distribuzione di prodotti fitosanitari con modalità più sicure. La giornata si è conclusa con una tavola rotonda tra le associazioni agricole, chiamate a confrontarsi sulle prospettive della prevenzione.

Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Cuneo, commenta: «I dati emersi dal convegno fotografano una realtà che non può mai essere sottovalutata. Analizzare i numeri e le dinamiche degli incidenti è utile per capire dove intervenire e per fare valutazioni che aiutino a prevenire i rischi. Ma dietro ogni dato c’è una persona: un incidente mortale rappresenta una ferita che non si rimargina più».

Da qui, secondo Varrone, la necessità di andare oltre la dimensione meramente burocratica della sicurezza: «Dobbiamo lavorare molto sulla formazione e sulla diffusione di una vera cultura della prevenzione, che vada al di là delle formalità e degli adempimenti. La sicurezza deve diventare un atteggiamento quotidiano, una consapevolezza che accompagna il lavoro e le scelte dell’impresa».

Un ruolo significativo su questo fronte può assumerlo la certificazione WHP (Workplace Health Promotion), dedicata ai luoghi di lavoro che promuovono la salute.

«La certificazione WHP rappresenta un passo avanti e indica una strada che possiamo seguire per crescere insieme – osserva Varrone – perché supera la logica della semplice sanzione e mette al centro la prevenzione. È un approccio che amplia il concetto di sicurezza, promuovendo il benessere delle persone e incoraggiando comportamenti e condizioni di lavoro più salutari».

Alla tradizionale prevenzione degli infortuni, infatti, il modello WHP affianca iniziative rivolte alla salute complessiva dei lavoratori, attraverso buone pratiche riguardanti alimentazione, attività fisica, contrasto al fumo, consumo responsabile di alcol, sicurezza stradale, benessere mentale e conciliazione tra vita e lavoro.

«Il concetto che dobbiamo affermare – conclude Varrone – è quello della prevenzione per evitare che si arrivi al disastro. Da una parte le aziende devono essere accompagnate a considerare la sicurezza non come un mero adempimento necessario per evitare una sanzione, ma come un investimento sulle persone e sulla continuità dell’impresa. Dall’altra, gli enti ispettivi sono chiamati a svolgere un ruolo non solo punitivo, ma di supporto alle aziende, con l’obiettivo comune di prevenire gli incidenti e costruire condizioni di lavoro sempre più sicure».

Redazione

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