BAROLO – Domenica 25 ottobre Barolo rinnova uno degli appuntamenti più gustosi della tradizione gastronomica locale. Torna A tutta trippa, la festa che mette al centro un piatto della cucina popolare piemontese, preparato secondo l’antica ricetta che da anni viene riproposta con passione e sapienza dalla famiglia Sandrone, oggi titolare di un negozio di pasta fresca appena aperto in paese.
Una giornata dedicata ai sapori autentici, alla convivialità e alle ricette di un tempo, in cui la trippa diventa protagonista di un percorso gastronomico che coinvolge confraternite, produttori e associazioni legate alle tradizioni del territorio. Accanto al piatto simbolo della festa, spazio alla rustia, presentata dalla Confraria dla tripa e dl’a rustia di Villanova Mondovì, e al salame di trippa proposto dalla Confraternita dla tripa d’Moncalè. Due specialità che testimoniano la ricchezza di una cultura gastronomica capace di trasformare ingredienti semplici in preparazioni identitarie, tramandate di generazione in generazione.
I banchi d’assaggio offriranno anche salumi, formaggi, acciughe, polenta e salsiccia, in un ideale viaggio tra i sapori del Piemonte. Non mancheranno le castagne del mundajè, preparate dai Castagnari del Mandolè, presenza immancabile nelle giornate autunnali e richiamo a una tradizione che accompagna da sempre l’arrivo della stagione fredda.
A completare gli abbinamenti sarà il Barolo di Barolo espressione di un territorio in cui gastronomia, viticoltura e cultura contadina sono profondamente intrecciate. A tutta trippa si conferma così un’occasione per ritrovarsi attorno alla tavola, riscoprire i sapori della memoria e valorizzare le realtà che custodiscono il patrimonio gastronomico locale. Una festa che guarda al passato senza rinunciare alla vitalità del presente, grazie all’impegno della Pro Loco e del Comune e di chi continua a tramandare ricette e consuetudini che fanno parte della storia delle Langhe. Domenica a Barolo, dunque, l’autunno avrà il gusto della trippa, delle castagne e delle specialità del territorio, accompagnate da un calice di Barolo e dal piacere di stare insieme.
Pierangelo Vacchetto

