La vespa velutina si sta avvicinando ai vigneti delle Langhe

La vespa velutina si sta avvicinando ai vigneti delle Langhe

IL CASO La vespa velutina, conosciuta anche come calabrone asiatico, continua a espandersi in Piemonte e le nuove segnalazioni interessano ormai direttamente il territorio delle Langhe. Aspromiele, in un comunicato, evidenzia il problema e annuncia di essere impegnata sul campo nella ricerca dei nidi, anche con la telemetria. Nel 2026 le segnalazioni si sono moltiplicate anche in provincia di Cuneo e hanno raggiunto le Langhe. A Narzole, dopo un primo avvistamento, è stato individuato e neutralizzato un nido grazie all’impiego della telemetria e nei giorni scorsi i tecnici di Aspromiele hanno svolto ricerche a Sinio e Diano. Segnalazioni sono arrivate da Serralunga, anche in corrispondenza dell’area di Fontanafredda. Una situazione che conferma come il problema si stia allargando e richieda un monitoraggio continuo.

«La vespa velutina rappresenta prima di tutto una grave minaccia per gli alveari. Le operaie del calabrone asiatico si posizionano davanti alle arnie e catturano le api bottinatrici al rientro, riducendo progressivamente l’attività delle colonie e provocandone l’indebolimento», spiega Aspromiele, sottolineando anche i rischi per la viticoltura. «Gli adulti di vespa velutina, soprattutto a fine estate e inizio autunno, cercano grandi quantità di sostanze zuccherine e l’uva in maturazione può diventare una fonte alimentare particolarmente attrattiva. I calabroni possono rompere la buccia degli acini e alimentarsi della polpa, favorendo il deterioramento dell’uva», precisano i tecnici dell’associazione.

Attualmente Aspromiele è operativa nelle aree interessate dalle segnalazioni, con sopralluoghi, monitoraggi, catture e attività di telemetria. Si tratta di una tecnica che consiste nell’applicare un trasmettitore a un esemplare catturato e seguirne gli spostamenti fino al nido. È un metodo costoso che richiede tempo, personale formato e attrezzature specifiche, ma che può permettere di individuare colonie altrimenti difficili da trovare. Purtroppo, però, con l’aumento delle segnalazioni, diventa sempre più difficile intervenire rapidamente su tutti i nuovi focolai. «È necessario che Regione, enti locali e istituzioni sostengano le attività di monitoraggio e contenimento, mettendo a disposizione risorse economiche adeguate», conclude Aspromiele.

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Un nido di vespa velutina.

 

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