ALBA – Del futuro della Fiera del tartufo, nelle sue varie accezioni, si parlerà anche in occasione di un incontro organizzato dal circolo del Pd Alba-Roddi. L’appuntamento è per sabato 24 ottobre, a partire dalle 9.30 in sala Riolfo.
«Cosa succede al tartufo bianco con il cambiamento del clima? E cosa significa per la Fiera, per l’economia e per l’identità stessa del nostro territorio?», sono le domande che si pongono e pongono gli organizzatori. La prima parte sarà dedicata agli interventi di tre relatori: Antonietta Mello, ricercatrice del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), che parlerà del tartufo e della sua filiera; proporrà anche soluzioni che arrivano dalla scienza, alla luce delle criticità.
Stefano Alessandria, presidente dell’associazione Wild life protection, proporrà un intervento dal titolo “Il tartufo: segreti e curiosità tra bosco e scienza”. Silvia Guidoni, del Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino presenterà un approfondimento sul tema della zonazione meteorologica, uno strumento per conoscere il territorio.
La seconda parte sarà dedicata a una tavola rotonda tra i referenti degli enti che, sulla questione Fiera e turismo nelle colline Unesco, hanno un ruolo primario. Ci saranno: Mauro Carbone, direttore del Centro nazionale studi tartufo e già direttore dell’Ente turismo; Bruno Bertero, attuale direttore dell’Atl; Daniela Ferrero dell’Associazione commercianti albesi e Stefano Mosca, direttore dell’ente Fiera del tartufo bianco d’Alba. «Il tartufo è un patrimonio che appartiene a tutti noi e la Fiera ne è la vetrina più prestigiosa nel mondo. Proprio per questo non possiamo permetterci di affrontarne il futuro senza conoscere a fondo ciò che sta cambiando intorno a noi», commenta Annamaria Maggi, segretaria del circolo Pd locale.
Maggi: «Abbiamo voluto riunire in un’unica sala ricercatori, esperti e protagonisti della filiera, perché la politica ha il dovere di ascoltare le voci più autorevoli e di portarle nella propria azione, per tutelare la nostra area e gestire le sfide ambientali ed economico-sociali che la crisi climatica pone davanti a noi».
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