di Lino Ferrero
BRA – Una conviviale intensa e ricca di spunti quella vissuta dai soci del Rotary Club Bra, che nell’ultima riunione hanno avuto l’opportunità di viaggiare tra le nuove frontiere della medicina rigenerativa e le complesse dinamiche della cooperazione internazionale. Ospiti della serata sono stati il dottorando Roberto Vanni, dell’Università degli Studi di Torino figlio del dottor Riccardo Vanni. Socio rotariano , e il Tenente Colonnello Tommaso Giuffrida, due figure d’eccellenza che hanno incarnato perfettamente i valori di servizio, ricerca e dedizione alla comunità.
La prima parte dell’incontro si è tinta dei colori dell’innovazione scientifica grazie al racconto di Roberto Vanni, che ha condotto i presenti alla scoperta del Progetto RePatch. Si tratta di una ricerca pionieristica condotta presso l’Ateneo torinese, focalizzata sullo sviluppo di un vero e proprio “cerotto cardiaco” studiato per riparare i tessuti del cuore danneggiati dall’infarto.
Con grande chiarezza, Vanni ha illustrato come la combinazione di biomateriali avanzati e ingegneria dei tessuti stia aprendo scenari fino a poco tempo fa impensabili. Particolarmente affascinante è l’obiettivo più recente del team: sviluppare prototipi arrotolabili e flessibili pensati per essere impiantati con tecniche mini-invasive. Un approccio che permetterà di evitare i tradizionali interventi a torace aperto, riducendo al minimo i rischi per i pazienti e garantendo tempi di recupero nettamente più rapidi. Un progetto d’eccellenza sostenuto anche da un’importante campagna di crowdfunding e dal supporto diretto dell’Università di Torino, a testimonianza di come il nostro territorio sappia coltivare talenti capaci di guardare al futuro della salute globale.
Dal camice della ricerca scientifica si è poi passati all’uniforme delle istituzioni con la toccante testimonianza del Tenente Colonnello Tommaso Gioffreda, che ha offerto un quadro dettagliato del fondamentale impegno dell’Arma dei Carabinieri nelle missioni all’estero.
Attraverso il suo intervento, i soci hanno potuto comprendere da vicino il modello operativo italiano nei contesti internazionali di crisi, riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Il Tenente Colonnello ha evidenziato come il lavoro dei Carabinieri nelle operazioni di pace vada ben oltre la semplice presenza militare: si tratta di un’opera costante di diplomazia, addestramento delle forze di polizia locali, tutela dei diritti umani e ricostruzione del tessuto sociale in territori feriti dai conflitti.
La serata si è conclusa tra i calorosi applausi dei presenti e i ringraziamenti ufficiali del Presidente e del direttivo. Un appuntamento che ha saputo fondere perfettamente la passione per il progresso scientifico con il profondo rispetto per chi si adopera ogni giorno per la sicurezza e la pace, rispecchiando appieno il più puro spirito rotariano.
