Macrino d’Alba, l’inedito Cristo benedicente dei Musei Vaticani
Massimiliano Caldera, storico dell’arte della Soprintendenza: «Non si avevano notizie sulla sua provenienza e non aveva avuto fortuna critica, cioè non era stato preso in considerazione dagli studiosi. Ha caratteri stilistici inequivocabilmente di Macrino. È noto che Gian Giacomo de Alladio, membro di una famiglia del notabilato albese in relazione con l’establishment della corte paleologa, compie la sua formazione a Roma. Probabilmente ritorna nel Monferrato nel 1494, al seguito della delegazione inviata da Casale per congratularsi con papa Borgia per l’elezione», […]
