Giuliano Noè, l’enologo-innovatore del Barbera

Giuliano Noè, l'enologo-innovatore del Barbera

PERSONAGGIO Sarà un passaggio di consegne che potremmo definire epocale quello che si sta concretizzando alla cantina di Vinchio e Vaglio Serra, nel cuore qualitativo delle colline della Barbera d’Asti, a due passi da Nizza Monferrato. Giuliano Noè, da molti ritenuto uno dei padri nobili della Barbera, da più di trent’anni guida la prestigiosa cantina e ne sta per lasciare le redini nelle mani di un altro enologo, Beppe Rattazzo, che con lui collabora da tanto tempo. A dare l’annuncio sono stati, non senza rincrescimento, nei giorni scorsi, i vertici della cantina stessa, il presidente Lorenzo Giordano, il vice Giuseppe Balbo e il direttore Ernestino Lajolo.

Giuliano Noè è un uomo di Langa, essendo nato a Monforte nel 1935. Tra questo paese e Cossano Belbo ha vissuto gli anni della fanciullezza e della gioventù. Dopo aver conseguito il diploma alla scuola enologica di Alba, ha cominciato a lavorare tra Canelli e Nizza Monferrato, città destinata a diventare la sua vera patria. È stato forse tra gli enologi piemontesi uno dei primi a esercitare l’attività come libero professionista, portando il suo impegno in giro per l’Italia e in Svizzera, con la presenza più sistematica logicamente in Piemonte.

Negli anni Ottanta è stato tra coloro che hanno cercato con caparbietà il rilancio della Barbera come vitigno e come vino. Ha collaborato con uomini di grande lungimiranza come Giacomo Bologna, Arturo Bersano, Angelo Sonvico e coloro che conducevano la cantina di Vinchio e Vaglio Serra.

La cantina astigiana ha permesso a Noè di testare le opportunità dell’uva Barbera e di creare vini capaci di influenzare il resto del territorio. Così, ha dato vita a prodotti straordinari come “Vigne vecchie” (la speciale selezione di Barbera d’Asti superiore) e “Tre vescovi” (Barbera d’Asti superiore) e, negli ultimi anni, il Piemonte Barbera, straordinario esempio di vino quotidiano, gradevole, interessante e, per di più, alla portata di tante tasche di consumatori.

L’onda lunga della presenza di Noè a Vinchio e Vaglio non si fermerà, perché tutta la strumentazione tecnica del suo studio a Nizza Monferrato è stata trasferita alla cantina dove si stanno allestendo i locali per farla diventare operativa.

E poi c’è la figura di chi ne prenderà il suo posto: Giuseppe Rattazzo, nato nel 1956 a Rocchetta Palafea, anch’egli diplomato enologo ad Alba, ricco di esperienze in giro per il mondo e, soprattutto, di una collaborazione quarantennale con Noé. Per lui ci sono altre sfide all’orizzonte: la produzione di un Alta Langa metodo classico e una speciale attenzione per la produzione biologica, oggi uno dei fattori attrattivi per il consumatore.

Siamo certi però che, nonostante l’età, Giuliano Noè non resterà troppo tempo lontano dalla cantina e già nella prossima vendemmia troverà le scuse giuste per tornare a girare nei filari. Enologi non si nasce, si diventa, ma il vino è come il primo amore: non si scorda mai.

Giancarlo Montaldo

 

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