Luca Barbero, esimio storico d’arte, è il padrino della mostra dei Bracco

Luca Barbero, esimio storico d'arte, è il padrino della mostra dei Bracco 1

CANALE  Taglio del nastro, sabato 21 luglio, per la mostra permanente “Ritratti di famiglia”, dedicata ai pittori canalesi Pinot, Mondo e Dalzo Bracco, allestita nella sala consiliare cittadina.

«Desidero rinnovare i ringraziamenti a Dalzo Bracco per aver scelto di donare all’Amministrazione comunale l’ingente patrimonio delle sue produzioni, quelle del papà Pinot e del fratello Mondo», ha commentato il sindaco Enrico Faccenda. «La volontà di destinare alla pubblica fruizione i loro dipinti è sempre stato un obiettivo di Dalzo per tramandare alle generazioni future la collezione di famiglia; tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno dell’esecutrice testamentaria, Angela Toso, che ne ha concretizzato le volontà con opere di beneficenza e donazioni».

A coordinare il gruppo di volontari, composto da Gianni Gallino, Gianni Cerrato, Roberto Ambrosio, Angela Toso, Maddalena Giaccone, che ha studiato e classificato le 164 opere, individuando quelle da esporre in sala consiliare, è stato un esperto d’eccezione: Luca Barbero, direttore dell’Istituto di storia dell’arte fondazione Cini di Venezia.

Luca Barbero, esimio storico d'arte, è il padrino della mostra dei Bracco

Barbero, canalese di origine ma trasferitosi da ragazzino a Venezia, nel 2002 è stato il primo italiano a lavorare come curatore associato della collezione Peggy Guggenheim di Venezia e per due anni è stato direttore del Macro, Museo d’arte contemporanea di Roma.

Barbero, qual è il suo rapporto con la città di Canale? «A Canale ogni cosa evoca in me un ricordo dell’infanzia e della giovinezza. Ritornare a Canale, a cui sono legato da affetti, è ritrovare l’atmosfera di casa e il paesaggio familiare delle colline. Ritorno sempre molto volentieri e mi incuriosisce vedere come la cittadina sia cambiata nel tempo e quali siano le trasformazioni del territorio rispetto al turismo e agli stranieri. Abbiamo voluto creare un evento pubblico per l’intitolazione dalla sala consiliare ai pittori Bracco, per rendere il giusto omaggio a dei personaggi che rappresentano la storia dell’arte locale».

Quali opere artistiche andrebbero valorizzate nel Roero? «Rispetto a circuiti ben noti sul cibo, mi sembra mancare, nel Roero, una comunicazione approfondita della qualità degli aspetti artistici. In zona, l’unico momento rilevante a livello nazionale, sono le mostre alla fondazione Ferrero. Sarebbe importante, e lo suggerirei, costruire un percorso attraverso i nostri castelli e le chiese, per riconoscere il valore storico e artistico del Roero. Il pubblico straniero è attento alla cultura e richiede offerte sempre migliori».

Quali sono i punti salienti del suo percorso, che l’ha portata a conseguire incarichi così prestigiosi? «Il mio è stato un percorso classico; ho frequentato l’Università a Venezia, un ambiente prestigioso con figure di spicco per le arti, dall’antico al contemporaneo. Ho avuto la fortuna di studiare in una città che era grande serbatoio di cultura. Ho poi viaggiato molto all’estero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti. Mi sono laureato in storia e critica delle arti visive, all’Università Ca’Foscari con Giuseppe Mazzariol, studioso di storia dell’arte, curatore di mostre internazionali per prestigiose istituzioni museali. Appena laureato ho iniziato a curare mostre d’arte e tutt’ora mi impegno su questi due fronti: da un lato lo storico e studioso, dall’altra il curatore».

Elena Chiavero

 

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