Piemonte: il tema dell’Autonomia arriva in Parlamento

Il presidente Cirio in audizione al Senato con l’assessore Bussalino

Piemonte: il tema dell’Autonomia arriva in Parlamento

POLITICA – Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio è intervenuto in audizione plenaria davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, riunite al Senato della Repubblica, nell’ambito dell’esame degli schemi di intesa preliminari tra Governo e Regioni sull’Autonomia differenziata.

L’audizione si è svolta a Palazzo Carpegna e ha riguardato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materie come protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Presente anche l’assessore regionale all’Autonomia Enrico Bussalino.

“Oggi il Piemonte chiede di poter gestire in modo più diretto alcune funzioni strategiche. Non vogliamo più poteri, ma più responsabilità per poter rispondere più in fretta e meglio ai bisogni delle nostre comunità e dei cittadini – ha dichiarato il presidente Cirio – Pensiamo alla sanità: oggi molte risorse trasferite dallo Stato hanno destinazioni già rigidamente definite, mentre una maggiore autonomia ci permetterebbe di intervenire in modo più mirato sulle specificità e sulle reali esigenze dei territori”.

Il governatore ha poi evidenziato le difficoltà delle aree montane e marginali nel reperire personale qualificato, spiegando come strumenti di previdenza integrativa e incentivi potrebbero favorire la presenza di medici, insegnanti e lavoratori nei territori più complessi. Sul fronte della protezione civile, invece, l’obiettivo indicato è quello di garantire interventi più rapidi nelle emergenze legate alle calamità naturali.

Nel corso dell’audizione, Cirio ha ricordato che il percorso sull’Autonomia differenziata parte da una richiesta avviata già nel 2018 dalla Giunta Chiamparino, ampliata nel 2019 e rilanciata formalmente nel luglio 2024 con la richiesta al Governo di riaprire il confronto.

“L’Autonomia differenziata non rappresenta una divisione del Paese, e bene ha fatto il Governo a prevedere i livelli essenziali delle prestazioni: è uno strumento previsto dalla Costituzione per rendere più efficienti le istituzioni. La nostra è quindi una richiesta avanzata con garbo istituzionale verso il nostro Paese, che amiamo profondamente e di cui, avendo avuto la prima Capitale, ci sentiamo parte fondatrice”.

Sulla stessa linea anche l’assessore Bussalino, che ha sottolineato come il percorso punti a una pubblica amministrazione “più moderna ed efficiente”, capace di programmare interventi più vicini alle esigenze dei territori e di ridurre i tempi burocratici per cittadini e imprese.

Dopo il passaggio parlamentare, il procedimento proseguirà con la definizione delle intese definitive tra Governo e Regioni interessate.

Redazione

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