I lavori sulla torre Sineo finanziati da un’australiana

I lavori sulla torre Sineo finanziati da un’australiana

PATRIMONIO STORICO  Un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, rivolto a uno degli edifici simbolo di Alba: la torre Sineo, che dai suoi 39 metri di altezza domina il centro storico.
L’edificio medievale è caratterizzato all’ultimo piano da quattro trifore sormontate da archetti, in passato chiuse da dei muri. Quella che guarda su piazza duomo è stata riaperta a maggio 2017, con un intervento di restauro conservativo commissionato e finanziato dalla famiglia Siccardi, attuale proprietaria della torre. Per le altre tre, era stato lanciato un appello per individuare degli sponsor, vista l’onerosità dei lavori.

Un anno dopo, la risposta è arrivata da Hilda Favretto, australiana di Melbourne, dove vive con il marito Patrick Newman. Come un moderno mecenate, ha deciso di finanziare il restauro dell’apertura che guarda verso ovest. Il motivo lo ha spiegato a Gazzetta: «Siamo arrivati ad Alba per la prima volta nel 2011 ed è stato subito amore a prima vista per questa città, dove abbiamo iniziato a soggiornare anche per diversi mesi, in un appartamento alla base della torre Sineo. Ho deciso di finanziare il restauro per ricordare mia mamma, Rita, mancata tre anni fa. Di origini emiliane, si era trasferita molto giovane in Australia e per tutta la vita ha sognato di tornare nel suo Paese: ogni volta che io e mio marito arriveremo dal ponte e vedremo la trifora restaurata, penseremo a lei».

Oggi il sogno di Hilda si è realizzato, perché la “sua” trifora è stata riaperta la scorsa settimana, secondo il progetto elaborato dall’ingegnere Massimo Reggio e dall’architetto Enzo Mastrangelo, con il supporto tecnico del Comune di Alba e la sorveglianza della Soprintendenza. L’apertura è sorretta da quattro colonnine, due verso l’interno e due verso l’esterno. Proprio queste ultime, andate perdute, sono state reintegrate con due nuove colonne in arenaria, lo stesso materiale impiegato in quelle originali.

Francesca Pinaffo

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