Veglio (Asl Alba-Bra): Spenderemo 2 milioni in più per le medicine

L’influenza è in forte diminuzione, la sindrome stagionale si sta esaurendo

ALBA Lo spiega in Comune Massimo Veglio, che invita a non sprecare in farmaci e analisi
Niente di fatto. Il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio, chiamato in audizione durante la commissione consiliare del 20 novembre, ha chiuso le porte rispetto alla possibilità d’incrementare i posti per lungodegenti oppure di distribuirli in maniera più favorevole al pubblico invece che al privato convenzionato.

I Cavs sono i cosiddetti letti di continuità assistenziale a valenza sanitaria: un nome complesso, da cui dipende il destino di tutti quei pazienti – soprattutto anziani – che, dopo le dimissioni ospedaliere, si trovano in una situazione non risolta, tanto da non poter essere gestita a casa. Questi pazienti devono ancora rimanere in una zona intermedia, tra abitazione e ospedale. Ha spiegato Veglio: «L’invecchiamento della popolazione proseguirà il suo trend di ascesa e con esso le problematiche sanitarie. Un tempo si moriva giovani e non si raggiungevano le fasi avanzate delle malattie croniche, come invece avviene oggi». A fronte di questo scenario, secondo il direttore «i Cavs esistenti sono sufficienti, pur con lievissime sofferenze. Nel 2017 sono stati ricoverati circa 750 pazienti con 24 giorni di degenza media (a Torino si superano i 60 giorni), mentre 9 pazienti sono stati ricoverati fuori dal territorio dell’Asl: in questi casi la degenza media era pari a 36 giorni».

Ha aggiunto Veglio: «Al momento abbiamo “solo” 12 persone in ospedale in lista d’attesa per un posto Cavs, su una disponibilità di 58 posti (40 al centro di riabilitazione Ferrero e 18 a Canale). In futuro la cifra aumenterà a 98: ritengo quindi che la domanda verrà coperta».

Sulla possibilità di attribuire più posti al pubblico che al privato, Veglio ha dichiarato: «Considero le strutture private convenzionate, come il centro Ferrero, al pari di strutture pubbliche in termini di funzioni. Non mi sento di accogliere la richiesta dei consiglieri, perché basata su una distinzione pubblico-privato che non condivido».

E ha concluso il direttore: «Dobbiamo essere attenti al budget. Rispetto al 2017, spenderemo 2 milioni di euro in più per farmaci (quasi tutti per medicine utili a combattere malattie rare, destinate a poche persone) a fronte di un finanziamento inalterato». Veglio ha lanciato l’appello: «Bisogna combattere gli sprechi, dall’eccesso di radiografie ai troppi antibiotici quando abbiamo la febbre. Se avessimo più accortezze, disporremmo di più soldi per la cura dei nostri anziani».

Sara Elide

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