L’incidente d’auto, le falsità e le scuse a Gazzetta d’Alba

Nell'Azienda sanitaria di Alba e Bra un veterinario per gli allevamenti

ALBA  Il 23 dicembre 2018, in un incidente a Sanfrè ha perso la vita un giovane e altri sono rimasti feriti. Come di consueto, Gazzetta d’Alba, tramite il suo sito aveva dato immediatamente notizia dell’accaduto, documentando quanto scritto attraverso le informazioni ricevute dalle autorità competenti, senza indulgere nei dettagli o nel pettegolezzo, ma mantenendo una scarno stile informativo e addirittura tacendo i nomi degli interessati proprio per rispetto della loro privacy.

Ci ha stupito pertanto leggere nei giorni successivi alcuni post su Facebook in cui si affermava che quanto scritto da Gazzetta d’Alba è «tutto falso» (frase ripetuta due volte, quindi convinta) e che tanto i giornalisti «scrivono solo minchiate e cagate» (chiediamo scusa per il doverlo scrivere: non siamo abituati a questo linguaggio).

È seguito uno scambio di mail tra Gazzetta e gli interessati, tendenti a chiarire che da parte del giornale si era fatta solo informazione, senza alcun intento di danneggiare quanti erano stati coinvolti nell’incidente. Ma visto che gli interessati non recedevano dalle accuse, il direttore di Gazzetta d’Alba ha esplicitamente intimato loro per iscritto di dire che cosa Gazzetta aveva pubblicato di falso sul suo sito, altrimenti avrebbe proceduto a querelare per calunnia.

Ci fa piacere pertanto segnalare ai frequentatori di Facebook quanto i due interessati hanno scritto per scusarsi con il giornale: li ringraziamo per il loro coraggio. Ammettere di aver sbagliato fa loro onore. Nello stesso tempo cogliamo l’occasione per ribadire un principio elementare del vivere civile: anche se Facebook ci dà l’illusione di poter nascondere la mano dopo aver lanciato invettive, non cediamo alla tentazione della superficialità, alle offese gratuite o addirittura alle accuse false. È bello poter discutere e confrontarsi, ma senza oltrepassare il limite dell’educazione nel linguaggio e del rispetto verso gli altri, anche quando non la pensano come noi.

Diciamo questo perché altri potrebbero finire nello stesso meccanismo e beccarsi una querela per diffamazione o calunnia, anche quelli che non hanno il coraggio di firmarsi e, vigliaccamente, si nascondono dietro uno pseudonimo: le leggi valgono non solo per tutelare i cittadini da eventuali danni subiti tramite i mezzi di informazione, ma anche al contrario.

La direzione di Gazzetta d’Alba

Ed ecco le due mail di scuse:

 «Buongiorno, dopo aver letto il vostro articolo, ho risposto, perché noi familiari eravamo all’oscuro di tutto; ancora oggi nessun dottore ci ha informati che ha 30 giorni di guarigione. L’articolo è uscito prima che il paziente fosse dichiarato fuori pericolo. Il paziente trasferito in reparto al pomeriggio. A me interessa la salute di mio nipote, è un ragazzo stupendo. E naturalmente anche le ragazze. Per noi familiari è stata una disgrazia tremenda. Buona giornata».

«Buonasera Direttore, In merito a quanto sopra ho risposto con affermazioni non consone, ma le assicuro che non erano assolutamente rivolte ad offendere Gazzetta d’Alba e o i suoi collaboratori.  È stata una mia affermazione generalizzata a sostenere la comprensibile rabbia e indignazione di quel commento. Vi chiedo scusa per le mie affermazioni ma non era mia intenzione offendere voi di Gazzetta d’Alba. Se lo ritiene sono disposto a scrivere quanto sopra, in un post del vostro articolo apparso. Buona serata».


Riguardo il caso specifico ribadiamo di aver svolto il nostro lavoro con attenzione, cautela e professionalità.

Abbiamo la documentazione con domande e risposte rivolte da Gazzetta d’Alba all’ufficio stampa del Cto, oltre alle verifiche con le Forze dell’ordine.

E siamo pronti anche a sostenerlo nelle opportune sedi legali.

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