Partono i saldi, da sabato 5 gennaio è tempo d’affari

I saldi iniziano in un clima positivo

COMMERCIO Cominceranno il giorno prima dell’Epifania e per otto settimane porteranno nei negozi sconti interessanti: come tradizione, sono in arrivo i saldi, che quest’anno in Piemonte dureranno dal 5 gennaio al 28 febbraio. La data d’inizio è comune alla maggior parte delle regioni italiane, fatta eccezione per la Basilicata, che darà il via agli sconti già dal 2 gennaio, la Valle d’Aosta, dove cominceranno il 3 gennaio, e la Sicilia, che ha fissato l’inizio per il 6 gennaio.
E se in Piemonte il periodo dei ribassi si chiuderà con gli ultimi giorni di febbraio, molte regioni proseguiranno fino a marzo e persino fino a inizio aprile, come nel caso della Campania. La formula è sempre la stessa: negli esercizi commerciali si potranno trovare prodotti e articoli della collezione invernale a prezzi vantaggiosi, partendo di solito con sconti del venti o trenta per cento, per arrivare nelle ultime settimane al 50 per cento e oltre. Nel pieno della stagione fredda, i saldi possono essere l’occasione giusta per acquistare qualche capo mancante nell’armadio, come maglioni, giacche o scarpe invernali, a prezzi più contenuti del solito. Ma i ribassi spesso rappresentano il momento migliore per togliersi qualche sfizio e acquistare prodotti con prezzi proibitivi durante l’anno, come accade nel settore dell’elettronica per esempio, dove capita di aspettare inizio gennaio per lasciarsi andare a spese importanti.
Le aspettative per i saldi, dunque, sono tante, sia per i consumatori che per i negozianti, soprattutto in un periodo non facile per il commercio, a livello italiano e locale. Abbiamo chiesto all’Associazione commercianti albesi un riscontro sulle vendite del periodo autunnale e prenatalizio. A partire da un’indagine condotta su un campione rappresentativo di negozianti della città, ne esce un quadro incoraggiante per certi settori e maggiori difficoltà per altri: su una decina di categorie coinvolte, le librerie, le cartolerie, i negozi di tessuti e di articoli per la casa, i rivenditori di elettrodomestici e le oreficerie hanno segnalato un andamento stabile e in generale persino positivo rispetto al 2017. Al contrario, hanno dato segnali di sofferenza il comparto dell’abbigliamento e quello delle calzature.
Le ragioni sono facilmente intuibili, come commenta il direttore dell’Aca Fabrizio Pace: «Il calo in questi due settori è fisiologico ed è dovuto soprattutto ai nuovi canali di vendita tramite Internet, che incidono molto su questi prodotti. Lo shopping on-line è scelto in particolare dal pubblico più giovane, sensibile ai cambiamenti della moda e più avvezzo all’uso della tecnologia. Dall’altro lato, fa ben segnare che vi siano risposte positive in altri settori, anche in un momento di conclamata difficoltà per il commercio nei negozi tradizionali, senza dimenticare un contesto economico nazionale caratterizzato da una certa incertezza. In generale, ci auguriamo che i saldi possano portare buone notizie per tutte le attività commerciali».
Francesca Pinaffo

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