Montà: la parrocchia cambierà volto

Montà: la parrocchia cambierà volto
Nel rendering dello studio Comoglio di Torino l'interno della parrocchiale dopo i lavori.

MONTÀ La chiesa principale di Montà, la parrocchiale di Sant’Antonio, sarà presto al centro di importanti lavori di ristrutturazione. Salvo imprevisti (manca ancora l’ok ufficiale della Curia) il cantiere dovrebbe aprirsi in primavera e chiudersi entro l’anno. Il parroco, don Paolo, racconta l’iter di un progetto partito da lontano: «Una prima ipotesi di restyling era già stata proposta nel 2016 dal mio predecessore, don Domenico. Da allora, il progetto, elaborato dallo studio Comoglio di Torino con la consulenza di diversi professionisti del paese, è stato modificato e ampliato su consiglio della stessa commissione della Cei di Roma a cui abbiamo chiesto di finanziare l’opera».

Prosegue il parroco: «Oltre a ottenere vantaggi di tipo energetico rivedremo gli spazi liturgici. Sposteremo le canne dell’organo sull’ingresso principale, installeremo vetrate policrome al posto degli attuali serramenti e rivedremo completamente altare e ambone. Inoltre verrà rifatto l’impianto di riscaldamento, le pareti interne saranno rivestite da un cappotto termico e le travi in cemento a vista saranno coperte da una calce rasante bianca».

Il progetto prevede una spesa complessiva di circa 600mila euro. Dalla Cei ne arriveranno 268.400 e altri 150mila sono “in cassa” grazie al lascito testamentario della signora Rita Pelassa. Don Paolo ha le idee chiare anche su come reperire i 180mila euro mancanti: «Parteciperemo a bandi pubblici per lavori sulle sedi di culto, faremo richieste alle fondazioni bancarie e chiederemo aiuto alla popolazione. Ci affideremo sia a donazioni una tantum che al progetto “goccia a goccia”. L’idea è quella di chiedere alle famiglie, speriamo almeno 150, 10 euro a settimana per un anno. Finora i montatesi sono stati molto generosi e speriamo che anche questa volta non si tirino indietro».
Durante il periodo dei lavori le Messe verranno celebrate nell’ex chiesa parrocchiale, nel centro storico.

Andrea Audisio

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