Il pittore Gianni Gaschino presenta la sua prossima mostra dal titolo Ritorno alle origini

Il pittore Gianni Gaschino presenta la sua prossima mostra dal titolo Ritorno alle origini

GUARENE Incontrare Gianni Gaschino nella sua casa di Guarene, sulla via che porta al castello, significa immergersi in un mondo che ha creato armonia tra passato e presente, dove ad accoglierti non è solo un importante pittore che realizza i suoi paesaggi dopo averli sorvolati sul suo aeroplano, ma anche l’occasione per misurarsi con un cosmopolita orgoglioso delle proprie radici. Lo facciamo in occasione della sua prossima mostra dal titolo Ritorno alle origini, che si terrà dal 12 al 29 dicembre a palazzo Samone nel centro storico di Cuneo, città in cui è nato nel 1946.

Il pittore Gianni Gaschino presenta la sua prossima mostra dal titolo Ritorno alle origini 1
Gianni Gaschino nella sua galleria.

Ritorno alle origini richiama il suo legame con Cuneo. Lei ha esposto in ogni parte del mondo, cosa rappresenta tornare in questa città?  

«Ho iniziato ad esporre negli anni ‘70 in Francia, quindi negli Usa dove ho risieduto per incarichi all’estero di importanti aziende italiane, poi a Montecarlo, in Svizzera e a Bruxelles. Ho esposto in parecchie città italiane e recentemente nelle diverse località di Monferrato, Langhe e Roero. Ritornare oggi in mostra a Cuneo, mia città natale, dove ho vissuto un’infanzia e una giovinezza felice, mi regala il dolce e sottile piacere del ritorno a casa dopo un lungo viaggio e mi permette di confrontare le mie opere attuali con i primi sogni giovanili. L’apertura al mondo dell’arte risale un episodio indelebile e rivelatore, quando nelle scuole medie fummo invitati dal nostro insegnante di disegno a esprimere a colori le impressioni del precedente pomeriggio passato al circo con tutte le classi. Il mio lavoro fu da lui prescelto come “vincitore”, mostrato tra le classi e mi fruttò un diplomino con il discorso del preside. Questo episodio mi stimolò e accese una luce che brilla tuttora: quel desiderio di esprimere visioni ed emozioni da raccontare con il linguaggio universale della pittura. Fu quindi Cuneo l’origine, “là dove tutto è cominciato” che oggi celebro con questa rassegna. Un ritorno mentale e fisico a una città dove ho trovato i miei primi affetti e dove ho ancora amici e tanti, tanti ricordi tutti felici. Ripeto: una città meravigliosa a cui molto devo. Ritornarci è per me, ogni vola, una festa del cuore. Mi emoziona il mostrare a tanti cuneesi quello che da Cuneo è iniziato sommessamente in tempi lontani, ma si è propagato costantemente in un lungo e felice percorso per le vie d’Italia e del mondo intero in tanti anni. Insomma un cerchio anche artistico iniziato molti anni fa che, dopo aver toccato mete lontane e impensabili allora, oggi ritorna al punto d’origine dopo un giro completo d’orizzonte.

Il pittore Gianni Gaschino presenta la sua prossima mostra dal titolo Ritorno alle origini 2
In cielo a Barbaresco

Nella sua pittura convivono una parte intellettuale, che si coglie dalla prospettiva e dalla struttura del paesaggio e una più emotiva che emerge dall’inesattezza della rielaborazione in studio. In che misura questi due aspetti sono parte del suo essere artista?

«La parte “intellettuale” di ogni opera deriva dalla mia formazione di ingegnere: prospettiva rigorosa, luce, profondità e respiro dell’impianto “scenico”. La parte emotiva nasce da un’emozione intima che ha scaturito una necessità di rappresentare. Una volta varcata la soglia della razionalità dell’impostazione, il sentimento e l’immaginazione prendono il sopravvento e volano liberi con il colore e le forme spogliate del dettaglio, riducendosi alla loro pura essenzialità. Ne nasce una visione che vuole rappresentare lo spirito del luogo, senza mai fotografarlo, il tutto in un mosaico rasserenante di tanti colori e tasselli che danno vita all’insieme. Interpretare, immaginare, sognare e dilatare: come volando alto sulle cose».

Lei vive da anni Guarene, paese d’origine della sua famiglia, e ha riprodotto quasi tutti i nostri paesi. Com’è cambiato il territorio negli ultimi anni visto dal cielo?

«Di lassù fortunatamente si ha una visione d’insieme e lo spazio alto e profondo è un palcoscenico immenso e senza confini che esalta ogni forma e ogni natura. Visto dal cielo tutto è dilatato, diverso dall’usuale, il particolare scompare del tutto a favore dell’insieme. Vince la profondità e ogni cosa al di sotto si rivela nella sua vera essenza. La terza dimensione aggiunge valore alle cose, la tridimensionalità esalta e rapisce mettendo in evidenza il bello che esiste, relegando in secondo piano ciò che l’antropizzazione ha inevitabilmente compromesso. Dall’alto in fondo nulla è cambiato: il bello è più bello e risalta ancor di più mettendosi in vista. Il nostro territorio, che ho sempre portato nel cuore, mi ha accompagnato negli anni appagandomi ovunque io fossi. Mi emozionava ieri, mi emozionerà sempre. Sorvolando il nostro territorio, quello che emerge è la parte più attraente, a partire dalle nostre colline con i loro castelli incastonati nell‘antica geometria delle vigne uniche al mondo per arrivare all’orizzonte maestoso delle Alpi con il Monviso, vero re di pietra che sovrasta e accudisce la nostra provincia Granda».

Roberto Savoiardo

Banner Gazzetta d'Alba