Apro, Marengo riparte subito dal Bocuse d’or

Per Apro il centrodestra ha scelto Gionni Marengo come presidente

COLLOQUIO Si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione di Apro formazione, che resterà in carica per i prossimi tre esercizi. Nell’incontro di mercoledì 15 ha provveduto a nominare il vicepresidente: sarà Francesca Sartore, espressione dell’Associazione commercianti albesi, già vicepresidente nel consiglio guidato da Giovanni Bosticco. Una nomina, quest’ultima, che non dovrebbe suscitare polemiche, a differenza di quanto accaduto con la scelta del presidente Marengo, indicato dalla maggioranza di centrodestra per rappresentare il Comune in seno ad Apro, e al centro di pesanti attacchi da parte del leader del centrosinistra e già presidente della scuola, Olindo Cervella.

Che cosa risponde a Cervella e al centrosinistra, che l’hanno definita inadeguato a guidare Apro, Marengo?

«Risponderò con i fatti. La libertà di parola è una grande conquista della società civile, ma non dev’essere utilizzata per offendere la dignità delle persone. Cervella, con l’avallo dell’opposizione, ha utilizzato una sede istituzionale come il Consiglio comunale per offendere il mio operato in Ottolenghi, a dieci anni dalla conclusione del mio incarico. Quanto feci all’epoca è sotto gli occhi di tutti: la parte di struttura visibile da corso Canale venne completata in meno di due anni, la vecchia ala dell’edificio, parallela a via Romano, ristrutturata con un progetto da un milione e mezzo approvato dall’esecutivo da me guidato e il bilancio lasciato in assoluto ordine».

Il ruolo di amministratore delegato di Apro resterà in carico alla sua persona?

«Il Consiglio d’amministrazione ha espresso la volontà di attribuirmi la carica di amministratore delegato. Apprezzo la fiducia ma, dopo un’attenta valutazione, ritengo che il presidente debba rappresentare la società e mantenere i rapporti con istituzioni, enti e attori del territorio. La carica di Ad presupporrebbe l’interessamento diretto nella gestione ordinaria di Apro, che può invece rimanere in seno al Consiglio il quale, a sua volta, potrà ripartire le funzioni oppure delegarle a livello dirigenziale».

A livello organizzativo che cosa cambierà?

«Apro sta funzionando bene, anche grazie al lavoro svolto dalle passate amministrazioni. Fondamentale è l’impegno profuso dai dipendenti. Tra di loro vi sono figure professionali di assoluto rilievo che costituiscono un valore aggiunto. Gli eventuali cambiamenti organizzativi o amministrativi saranno collegati agli obiettivi da raggiungere, in via di definizione».

Sul fronte della formazione come procederete?

«Uno dei nostri obiettivi è far conoscere Apro e la sua variegata offerta, che coinvolge tremila studenti, collaborando con 1.200 imprese».

Continua a far discutere la costosa cucina di eccellenza messa a disposizione di Alba accademia alberghiera con l’esborso di alcune centinaia di migliaia di euro. Come la si valorizza?

«L’investimento, realizzato in autofinanziamento, senza indebitamento, inizia a dare i primi frutti: il 27 gennaio la cucina ospiterà la finale nazionale del Bocuse d’or: verrà scelto lo chef che rappresenterà l’Italia alla finale europea di Tallinn e a quella mondiale di Lione. Lavoreremo affinché non resti un evento isolato. Perciò valuteremo la possibilità di creare una scuola di cucina di eccellenza e potenzieremo le iniziative legate al riconoscimento che ha fatto di Alba una città creativa Unesco per la gastronomia».

Enrico Fonte

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