Carlo Bo: «Diamo voce all’Italia che ricorda e rispetta, in modo da far prevalere l’amore e la tolleranza»

ALBA Il sindaco di Alba Carlo Bo affida a un comunicato la sua posizione in merito ai gravi e recenti episodi di intolleranza avvenuti in Piemonte. L’ultimo riguarda la lettera con minacce di morte ricevuta ieri, 14 febbraio, dal sindaco di Druento Carlo Vietti: la missiva giunge pochi giorni dopo un movimentato Consiglio comunale nel quale il Comune del Torinese aveva accolto la proposta di intitolare un luogo della città ai martiri delle foibe e agli esuli di quelle terre.

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Scrive Carlo Bo: «La nostra terra si è distinta durante la Resistenza per il coraggio e il sacrificio di tante persone che hanno lottato perché noi oggi vivessimo in un mondo di democrazia e libertà. Nell’ultimo mese purtroppo la cronaca nazionale ha riportato numerosi fatti incresciosi accaduti in Piemonte, dalla scritta sulla porta della famiglia Riolfi a Mondovì fino alla recentissima lettera anonima pervenuta al sindaco di Druento. Ho ritenuto doveroso come cittadino, prima ancora che come Sindaco, partecipare alla fiaccolata a Mondovì e oggi esprimo con forza la mia condanna alla inqualificabile lettera e piena solidarietà al primo cittadino di Druento.

Viviamo un periodo storico difficile che ci mostra come i diritti e le conquiste di civiltà che credevamo acquisite siano invece da sostenere ogni giorno con impegno. Diamo voce all’altra Italia, quella che ricorda e rispetta, in modo da far prevalere l’amore e la tolleranza sull’odio dei pochi.

Alcuni giorni fa ho partecipato alla partenza di tantissimi studenti albesi che col Treno della memoria visiteranno i luoghi dell’orrore della seconda guerra mondiale. Loro sono il nostro futuro, a noi spetta dare il massimo sostegno; proprio come durante la Resistenza sono i giovani la nostra speranza. Io farò la mia parte e chiedo lo stesso a tutti gli albesi».

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