Nella società moderna c’è ancora qualcuno che pensa ai bambini?

A Montà, nello Spazio compiti, c'è tempo anche per i giochi

LETTERE AL GIORNALE Caro direttore, scrivo questa lettera al giornale, perché sono veramente amareggiata nel vedere mio nipote solo, triste, senza interessi tranne che per il telefono, i videogiochi e la televisione, ma con tanta rabbia dentro di sé, e non posso far niente o poco per lui, in quanto la legge me lo vieta. Io mi chiedo: ma è mai possibile che anche nelle separazioni coniugali domini sempre e solo il “dio denaro”? Nessuno pensa al bene del minore; avvocati e giudici una volta firmata la sentenza di separazione o di divorzio se ne lavano le mani e per loro è tutto finito: ma c’è ancora una coscienza professionale o no?

Del minore che, con la separazione dei genitori perde la sua famiglia, punto di partenza per lo sviluppo e l’evoluzione positiva della società futura, chi si occupa? Di come vive, cosa pensa, come sta, che cosa può dire e non dire al genitore con cui vive (non gli è mai stato chiesto con chi vuole vivere) nessuno si preoccupa; nessuna verifica da parte delle istituzioni.

Però, poi ci si meraviglia del bullismo che avviene nelle scuole, ci si chiede perché tanta violenza e rabbia in queste nuove generazioni: ma prevenire no. Se la separazione dei genitori è un fatto devastante per l’equilibrio del minore e se i figli ne sono rovinati, come dicono tanti, perché non dar loro un aiuto psicologico?

Possono avere dei genitori ragionevoli, che per il bene del proprio figlio mettono da parte il proprio rancore e senza screzi sono collaborativi, ma ci sono purtroppo troppi genitori che, se le cose non vanno come loro vogliono, si vendicano sui figli e qui iniziano le paure, i ricatti e tanta rabbia nascosta che prima o poi esploderà. Chiedo quindi a questi avvocati e giudici di mettere sempre al centro il bene del minore, provando ad ascoltarli, conoscendo così cosa pensano, come stanno, come è possibile superare questo trauma in modo sereno e consapevole e aiutandoli, facendo in modo di far collaborare i genitori per il bene del minore. E soprattutto esercitare un controllo.

lettera firmata

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