Il Covid-19 è riuscito a mettere in evidenza pure la solidarietà

Il consorzio monitora i casi più complessi: senzatetto, poveri, anziani e donne soli

Il Covid-19 è riuscito a mettere in evidenza pure la solidarietà

SOCIOASSISTENZA Tra anziani che fanno i conti con la solitudine, contesti familiari in cui la convivenza forzata può generare conflitti, nuove situazioni di povertà, il coronavirus è un’emergenza anche sociale.

Lo sanno al consorzio socioassistenziale Alba, Langhe e Roero, i cui operatori stanno lavorando a pieno ritmo. Il direttore Marco Bertoluzzo: «Più proseguono le settimane, più emergono dinamiche che vanno affrontate. Alcune sono complesse, come il discorso dei senza fissa dimora che sostavano in alcune zone di Alba. In questo momento, non possono stare in strada, ma non hanno neppure una soluzione alternativa: il centro di prima accoglienza di via Pola è pieno e le strutture a cui ci appoggiavamo sono chiuse. Per ciascuno, anche grazie all’Amministrazione comunale, abbiamo trovato diverse soluzioni, guardando a dormitori rimasti aperti fuori provincia o cercando nella loro rete sociale».

Esistono poi altre situazioni complesse: «Prima di tutto, lo stare in casa può innescare dinamiche difficili, a partire dalla violenza domestica: stiamo monitorando un paio di situazioni. Sta inoltre emergendo la povertà: c’è chi prima poteva contare su piccoli lavoretti, chi è costretto allo stop ed è pieno di debiti, con magari una famiglia a carico. Stiamo distribuendo buoni spesa e altre forme di sostegno: il problema si fa sentire da qualche settimana, ma di certo aumenterà».

Sul fronte degli anziani soli, i soggetti più fragili di fronte al virus, chiamati a stare in casa per ridurre il rischio di contagio, è stata attivata una linea telefonica apposita, insieme al Comune, per la consegna della spesa e di farmaci al domicilio (il numero è 348-23.99.373, dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30, dal lunedì al venerdì). «Riceviamo almeno 80 telefonate al giorno. Dall’inizio del servizio, ne abbiamo gestite circa 500 e consegnato più di 150 spese», prosegue Bertoluzzo.

Ma l’emergenza ha fatto emergere anche un lato inaspettato della società, la solidarietà: «Ci stupiamo ogni giorno di fronte a nuovi gesti. Gli esempi sono tanti, dai supermercati – che supportano i nostri operatori nel velocizzare la spesa – ai medici, dalle farmacie ai servizi ospedalieri, con i quali lavoriamo in rete per la consegna dei medicinali; ma ci sono anche i sindaci, con i quali ci si sostiene più del solito, e i commercianti, che ci hanno donato prodotti alimentari. Ci troviamo a fare i conti con lo smarrimento, la sofferenza e a volte la disperazione, eppure sembra emergere anche la forza dei rapporti umani».

f.p

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