Insieme, ce la faremo anche per questa volta

Lo prevede Riccardo Corino, il direttore generale di Banca d’Alba, che spiega: «Sarà determinante il nostro carattere, la voglia di lavorare, la capacità di fare squadra sul territorio»

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L’INTERVISTA  Parliamo del complesso momento che stiamo attraversando con Riccardo Corino, direttore generale di Banca d’Alba. L’intero pianeta è in recessione: lo dice il Fondo monetario internazionale, che prevede per l’Italia la maglia nera nel vecchio Continente, con una contrazione del Pil 2020 del 9,1%, mentre l’Eurozona arranca a –7,5. Davvero peggio che mai. Se questa è la situazione generale, anche il quadro locale non sorride. La nostra area ha puntato negli ultimi decenni al turismo internazionale e vive di piccola e media impresa, come tutto il Cuneese.

Insieme, ce la faremo anche per questa volta 2Che cosa occorre per prendere fiato e poi ripartire, direttore Corino?

«Ogni contesto è integrato nello scenario globale e non sfugge alle dinamiche determinate dall’emergenza. Occorre, però, tener presente che il tessuto produttivo del nostro territorio poggia su una base solida, ben diversificata su settori economici che hanno saputo integrarsi in sinergia. Nel breve periodo il turismo può essere più colpito e vivrà una ripartenza articolata, ma abbiamo imprenditori, associazioni e istituzioni capaci di individuare le soluzioni per la ripresa. E Banca d’Alba sarà pronta ad affiancarli».

E sul fronte esportazioni?

«Il made in Alba è percepito come prodotto d’eccellenza sui mercati internazionali, dove la selezione continuerà a essere basata sulla qualità, anche se cambieranno le modalità di consumo. Conosciamo bene le imprese che esportano vini, alimenti, meccanica e tecnologia nel mondo, ma, soprattutto, conosciamo le persone che guidano e lavorano in queste aziende. Anche qui noi ci saremo».

Ritiene che la ripresa ci sarà presto? Quali tempi avrà?

«Prima dell’allerta Covid- 19, l’economia mondiale funzionava, sebbene a modo suo, con squilibri, punti di debolezza, crisi settoriali o regionali. Questa crisi non nasce da un dissesto finanziario, ma da un’emergenza sanitaria che ha messo in stand-by il mondo intero, con riflessi sociali, psicologici ed economici che non sappiamo ancora misurare. La ripresa ci sarà, sarà graduale e non alla stessa velocità per tutti. Per questo, sarà determinante il nostro carattere, la voglia di lavorare, la capacità di fare squadra nel territorio».

Come si muoverà Banca d’Alba per rilanciare l’economia locale?

«Banca d’Alba sta facendo un esercizio di virtuoso strabismo: un occhio rivolto al presente e l’altro all’immediato futuro. Vogliamo essere tempestivi, concreti e snelli nel risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese, subito. E, allo stesso tempo, dobbiamo preparare le risorse e gli strumenti per sostenere la ripresa, settore per settore, incentivando tutte le attività e rilanciando ogni singola azienda».

Anche il sistema bancario mostra difficoltà: serviranno ingenti risorse per sostenere l’economia, mentre già si parla di una possibile difficoltà sul credito, visto che famiglie e imprese non saranno in grado di pagare le rate dei mutui nei prossimi mesi. Le banche di credito cooperativo sapranno farcela?

«Le banche di credito cooperativo sono molto più attrezzate di 10 anni fa, quando la crisi finanziaria le colse di sorpresa. Si sono rafforzate e hanno smaltito in buona parte lo stock di crediti deteriorati. Banca d’Alba ha solidità e liquidità per sostenere l’economia del territorio».

Maria Grazia Olivero

Tino Cornaglia: centomila euro al consorzio per i più deboli

Parliamo con Tino Cornaglia, presidente di Banca d’Alba.

Insieme, ce la faremo anche per questa voltaCornaglia, che cosa può dire ai suoi 58mila soci in questo periodo?

«Quando è iniziata l’emergenza Covid-19 abbiamo lanciato il messaggio “Siamo una sola comunità. Ora più che mai”: dobbiamo cooperare, lavorare insieme e progettare il futuro prossimo; e chi può deve essere solidale con chi è più colpito, perché ha meno strumenti e risorse. Siamo gente laboriosa e caparbia e sapremo uscirne. Sono fiducioso. Mai come in questo momento l’attenzione è incentrata sulla salute. E Banca d’Alba è da sempre attenta al tema, grazie all’operato dei suoi centri medici e della fondazione dedicata».

Quali sono le iniziative per venire incontro alle fasce deboli che anche nell’Albese esistono?

«Il ruolo della banca del territorio è quello di intensificare la propria presenza nei momenti difficili. Abbiamo siglato con il Comune un accordo di sostegno ed erogato 100mila euro al Consorzio assistenziale con il mandato di destinarli alle fasce più deboli. A questo si aggiungono, poi, gli interventi a favore di chi lavora in prima linea per combattere il virus: Cottolengo, ospedale, Asava, Croce rossa».

Il coronavirus vi ha costretto a sospendere l’assemblea dei soci?

«L’assemblea dei soci è il momento più alto di democrazia finanziaria per una cooperativa. Di solito si tiene in questo periodo, ma la situazione ci ha imposto di rinviarla a data da destinarsi e, con ogni probabilità, il distanziamento sociale e la tutela della salute ci indurranno a studiare modalità di partecipazione nuove».

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