Isolati ma felici, i 10 consigli dei sommergibilisti della Marina militare

Isolati ma felici, i 10 consigli dei sommergibilisti della Marina militare

ROMA Ci sono alcune persone, in questo periodo di clausura forzata, che di isolamento ne sanno più di tutti: i sommergibilisti della Marina militare. Loro trascorrono mesi rinchiusi in uno spazio confinato e ristretto, per giunta senza social e Tv. Eppure sopravvivono e – dicono – da ogni missione ne escono «rafforzati». Dunque, il segreto è proprio questo: «vivi il tuo isolamento come una missione».

«Il sottomarino – spiegano alla Marina – è uno degli ambienti di lavoro più affascinanti, ma anche più estremi di tutto il mondo militare». Apparecchiature complesse, spazi ridotti, compiti delicati: insomma, un microcosmo «ricco di sfide, ma dove errori o distrazioni possono essere fatali». Proprio per questo i sommergibilisti vengono specificamente addestrati: «strategie» che la Marina ha deciso ora di mettere a fattor comune perché, come i marinai nei sottomarini, anche i cittadini chiusi in casa «stanno ora svolgendo una precisa missione: quella di contenere il contagio e proteggere i loro cari».

Questa consapevolezza, garantiscono gli psicologi della Marina, è «il primo passo per iniziare un percorso di veloce adattamento» alla nuova vita dell’era Covid-19. Ma le dritte sono molte. Fondamentale, così, è «saper cogliere le opportunità che l’isolamento può offrire e che in tempi normali non riusciamo nemmeno a vedere, distratti come siamo dalla vita moderna». Si tratta di guardare alla clausura da virus come «un’occasione unica per riappropriarsi dei propri spazi interiori», uno spazio «da dedicare a passioni soppresse a causa dell’accumularsi di impegni». Un altro “segreto” è quello di ricercare «una nuova ed efficace routine che permetta di normalizzare ciò che normale non è e di non sentire il peso dei giorni che passano, evitando la sindrome del conto alla rovescia». E così: «piccoli incarichi per tutti, compiti scritti, sport indoor, giardinaggio (anche sul balcone), cucina e pulizia della casa. Maggiori saranno gli impegni, minore sarà la sensazione di noia e frustrazione. Un equipaggio indaffarato è un equipaggio felice». Ma una volta stabilita la nostra routine familiare, «non bisogna dimenticarsi ogni tanto di spezzarla, celebrando un piccolo evento felice o un risultato personale, perfino una vittoria alla Playstation: in queste circostanze si impara ad apprezzare anche una torta di mele con le candeline riciclate». In un sottomarino o chiusi in casa, poi, «siamo sempre esseri umani e abbiamo bisogno di restare connessi alla nostra rete di amicizie e affetti». In un sommergibile sono concesse solo un paio di mail a settimana, ma i forzati del Covid-19 sono in questo più fortunati: «telefonini e tecnologia permettono oggi di ridurre le distanze, seppur virtualmente, e restare uniti». «Non trascuriamo infine – suggerisce la Marina – di cominciare a pianificare il nostro futuro dopo il coronavirus, perché questa missione, come tutte le altre, anche le più difficili, ha un inizio ma anche una fine».

Ecco il decalogo dei sommergibilisti della Marina.

  1. Fai dell’isolamento un’opportunità, il tempo è prezioso e non torna indietro.
  2. Dedica del tempo a te stesso e coltiva le tue passioni.
  3. Stabilisci la tua routine e coinvolgi tutta la famiglia.
  4. Mantieniti in forma, bastano 30 minuti al giorno.
  5. Pianifica la spesa e il menù per mangiare in modo sano ed equilibrato.
  6. Dedica parte del tuo tempo alla cura dei tuoi spazi. Ti aiuterà a gestire tutto il resto.
  7. Ogni tanto spezza la routine quotidiana, servirà a ricominciare con più motivazione.
  8. Mantieni attiva la tua rete di relazioni sociali e affettive.
  9. Affronta la giornata con un sorriso: è una medicina efficacissima.
  10. Pensa a cosa farai nel tuo futuro, è l’unica cosa che puoi davvero cambiare in meglio.

Ansa

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