Solennità dell’Ascensione: «Abbiamo bisogno di respirare storie buone»

ALBA Pubblichiamo l’omelia del vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, pronunciata nella celebrazione eucaristica di stamattina in cattedrale, nella solennità dell’Ascensione del Signore, giorno in cui la Chiesa celebra anche la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Monsignor Brunetti, riferendosi al messaggio di papa Francesco per la Giornata, e considerando l’esperienza di emergenza sanitaria vissuta, ha lanciato un invito: «Troviamo il tempo per fermarci e raccontare e comunicare il buono che abbiamo maturato in questo lungo tempo. Quanti gesti di dedizione, di compassione, di solidarietà hanno caratterizzato questo spazio storico, raccontiamolo, scriviamolo facciamolo diventare patrimonio comune».
Solennità dell’Ascensione: «Abbiamo bisogno di respirare storie buone»

 Di seguito il testo completo dell’omelia:

Gli auguri del vescovo Brunetti per la Pasqua 2020: «Celebriamo la vittoria della vita sulla morte» 2

SANTA MESSA SOLENNITÀ DELL’ASCENSIONE in occasione della LIV Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

“Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2).
La vita si fa storia.

OMELIA DEL VESCOVO MARCO

Alba cattedrale San Lorenzo – domenica, 24 maggio 2020

Carissimi fratelli e sorelle, che gioia potervi incontrare e celebrare in presenza l’Eucaristia.

Questo lungo digiuno e silenzio e assenza, dovuto a salvaguardare la salute di tutti, finalmente è terminato, e sia pure con prudenza, eccoci nuovamente riuniti insieme, convocati dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito a celebrare l’Eucaristia, che tanto ci mancava.

Tutto ciò avviene nel giorno in cui la Chiesa celebra solennemente l’Ascensione del suo Signore e la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

Il libro degli Atti degli apostoli ci narra il momento in cui Gesù, dopo quaranta giorni in cui è apparso più volte ai suoi discepoli e dopo aver dato «disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo, fu assunto in cielo».

È il momento del distacco ma non dell’assenza. Gesù risorto continuerà a rimanere presente fino alla fine dei tempi, fedele alle sue parole: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 Come possiamo constatare la sua presenza in mezzo a noi?

 È Gesù stesso a dircelo e lo abbiamo letto e proclamato nelle letture della liturgia odierna: la promessa dello Spirito, la missione e il battesimo, il comandamento dell’amore.

 È nello Spirito, donatoci da Gesù, che noi possiamo gustare la presenza del Risorto. È lo Spirito che santifica e consacra ogni azione sacramentale rendendola un segno efficace della presenza e dell’amore misericordioso di Dio. Senza lo Spirito Santo nulla sarebbe possibile e la Chiesa sarebbe un corpo inanimato, un cadavere.

 Lo Spirito che fa nuove tutte le cose rende attuale e presente Gesù nella sua Parola e nell’Eucaristia.

 La missione e il battesimo sono alla base del nostro impegno a rendere Gesù incontrabile nel mondo di oggi.

 È nel corpo della Chiesa che attraverso le sue membra Gesù si rende visibile e incontrabile.

 Quale responsabilità! Chi incontra noi incontra Gesù, siamo all’altezza di questa testimonianza? Siamo credibili? In questo tempo di pandemia il mondo ha visto la presenza di Gesù nel nostro impegno a testimoniare il Vangelo e a esprimere vicinanza alle famiglie, ai malati e ai poveri.

 Il comandamento dell’amore che il Signore ci ha chiesto di insegnare a tutti nel percorso della missione non avviene attraverso dotti discorsi ma con una vera testimonianza di vita.

 Gesù ascende al Padre ma non ci abbandona rimane “il Dio con noi” attraverso il dono dello Spirito e della presenza della Chiesa plasmati dalla legge dell’amore.

 Come comunicare tutto questo nel mondo di oggi così frastornato da miriadi di notizie?

 Ci viene in soccorso il messaggio che papa Francesco ha scritto in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dal titolo tratto dal libro dell’Esodo: “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria. La vita si fa storia”.

 Un tema stimolante e impegnativo, in cui il richiamo all’antica narrazione biblica si confronta e si scontra con le odierne narrazioni.

 L’intento del messaggio è espresso chiaramente da papa Francesco: «Desidero dedicare il messaggio al tema della narrazione, perché credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme».

 Questo bisogno di narrare storie buone credo sia di fondamentale importanza in questo momento, storie in cui tutti noi abbiamo vissuto un’esperienza unica e difficile.

 Troviamo il tempo per fermarci e raccontare e comunicare il buono che abbiamo maturato in questo lungo tempo.

 Quanti gesti di dedizione, di compassione, di solidarietà hanno caratterizzato questo spazio storico, raccontiamolo, scriviamolo facciamolo diventare patrimonio comune.

 Questo modo di comunicare e narrarci le esperienze è il punto di partenza per una conversione pastorale autentica dove trionfa l’annuncio di Gesù risorto prima di ascendere al cielo: «Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

 Amen.

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