Montà: gran parte dell’avanzo servirà per il Museo del tartufo

Ancora un passo avanti per il Museo del tartufo
Un'immagine aerea della piazza montatese dove sorgerà il Museo del tartufo.

MONTÀ Il Consiglio comunale ha approvato, con l’astensione della minoranza, il bilancio consuntivo 2019. In apertura di seduta il sindaco Andrea Cauda ha voluto precisare che quest’anno c’è un avanzo d’amministrazione cospicuo (che ammonta a 837.516 euro), ma che è in larghissima parte vincolato, poiché costituisce un acconto da utilizzare per realizzare il Museo del tartufo. Pertanto, la parte disponibile è di soli 73.428 euro e non è ancora decisa la sua destinazione.

Il responsabile finanziario Silvio Moresco ha evidenziato come il totale delle entrate correnti raggiunga la cifra di 2.565.595 euro, con un aumento del 3,28 per cento sul 2018. Tra queste, quelle tributarie crescono del 2,9 per cento a 2.167.295 euro. Le entrate più significative riguardano l’Imu, con un importo di 719.883 euro contro i 708.522 del 2018. Le entrate da Tarsu/Tares sono di 552.464 euro, in crescita del 3,66 per cento rispetto al 2018 (532.974 euro). Più sostenuto è l’incremento dell’Irpef (8,8 per cento) con gettito di 321mila euro dovuto soprattutto all’ampliamento della base imponibile. Le entrate extratributarie sono aumentate del 9,42 per cento (da 221.118 a 241.945 euro). Da rimarcare poi anche un’entrata consistente (un milione e 818mila euro), riferita a contributi straordinari da enti vari.

Le spese correnti sono in aumento del 2,6 per cento e sono pari a 2 milioni e 346.740 euro, mentre quelle per gli investimenti passano da 1 milione e 123.067 euro a 941mila euro. La riduzione si spiega col fatto che una larga parte di questi contributi straordinari, in particolare quelli per il Museo del tartufo, non sono stati impegnati per questioni tecniche e sono confluiti nel fondo pluriennale vincolato, andando a finanziare la spesa di quest’anno. Le spese per il personale sono di 646.986 euro, in linea con quelle del 2018. In aumento (3,28 per cento), invece, quelle per beni e servizi, che passano da un milione di euro a un milione e 33.440, mentre restano invariate quelle per mutui (496.459 euro). Il totale delle spese correnti e di quelle per i mutui è pari a 2.594.498 euro, in crescita dunque del 2,79 per cento rispetto allo scorso anno.

Giorgio Babbiotti

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