Trasferimento dei migranti, Regioni in rivolta e nave-quarantena non attracca a Lampedusa

Ventisette migranti in arrivo da Lampedusa passeranno la quarantena a Castello d’Annone

ACCOGLIENZA Gli sbarchi di migranti non si fermano e il Ministero dell’interno è alle prese con il complicato compito di alleggerire l’hotspot di Lampedusa, affollato da oltre mille persone, a fronte di una capienza massima di 190. La strategia del Ministero è quella di trasferire piccoli gruppi in diverse regioni ma sale la protesta dei governatori che chiedono lo stop ai trasferimenti: difficile gestirli con l’epidemia Covid in risalita.

Intanto, dopo il naufragio di ieri con fonti che parlano di decine di vittime, Alarm phone segnala un gommone in difficoltà al largo della Libia con circa 150 a bordo e un’altra barca in acque Sar maltesi carica sempre di circa 150 migranti. A Lampedusa nelle ultime ore, con sei differenti sbarchi, sono giunti in 240. L’isola, lamenta il presidente della Sicilia, Nello Musumeci, «È presa d’assalto. Ma secondo Roma non merita la proclamazione dello stato di emergenza. Chiedo al presidente Conte almeno di spiegare perché? Cosa hanno fatto di così turpe i lampedusani per sopportare da soli questa ondata?».

Dalla Sicilia l’onda lunga degli sbarchi arriva fino in Piemonte: 76 dei migranti dall’isola saranno trasferiti nell’hub di Castello d’Annone (Asti). E il governatore Alberto Cirio dice basta. «Il Governo – accusa – ci ha preso in giro. C’era un impegno con il Viminale che in Piemonte non sarebbero stati mandati altri migranti, ma è stato disatteso. Il Piemonte non ce la fa, soprattutto in questo momento».

Sulla stessa posizione il governatore del Molise, Donato Toma, che – saputo del programmato invio di un gruppo di migranti nel centro di accoglienza di Campolieto (Campobasso) – ha inviato una nota a premier e ministri sottolineando che il trasferimento «creerebbe motivi di tensione e preoccupazione», visto che «ci troviamo a fronteggiare una situazione molto delicata, dovuta al rientro in regione di molisani che hanno trascorso vacanze all’estero, anche in Paesi a forte impatto Covid-19».

Il presidente della Sardegna, Christian Solinas, protesta contro lo spostamento di migranti dal Cpa di Monastir in un’altra struttura di Tonara (Nuoro). «C’è – sottolinea – il pericolo concreto che il virus possa essere diffuso anche all’interno dell’Isola, siamo fortemente contrari. Queste persone che non scappano da nessuna guerra devono essere rimpatriate immediatamente».

Il Viminale contava sulle navi-quarantena per evitare che il peso dell’accoglienza degli stranieri in arrivo via mare e da sottoporre a tamponi gravasse sui territori. Ma oggi l’Aurelia, con 250 posti, non è riuscita ad attraccare al porto di Lampedusa a causa del vento e delle scarse possibilità di manovra. Si cercano in fretta soluzioni alternative confidando che il viaggio di ieri in Tunisia dei ministri Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio dia risultati in termini di contenimento delle partenze.

Ansa

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