Fca sposta la Punto in Polonia: per Confartigianato è un «oltraggio per l’indotto»

Foto d'archivio
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TORINO Giorgio Felici, presidente di Confartigianato imprese Piemonte è critico nei confronti delle recenti decisioni prese da Fiat: «Prima la lettera con cui Fca ha chiesto ai fornitori di interrompere qualsiasi attività legata alla produzione di city car, ora la notizia che la nuova Punto sarà fabbricata in Polonia, sulla piattaforma francese di Psa. Ma la garanzia dello Stato al prestito di 6,3 miliardi di euro Intesa Sanpaolo a Fca, non trovava forse la sua giustificazione nel fatto che ne avrebbe beneficiato il sistema automotive piemontese nel suo complesso, a cominciare dai fornitori?», scrive in una nota.

Giorgio Felici presidente di Confartigianato imprese Piemonte
Giorgio Felici presidente di Confartigianato imprese Piemonte

«La scelta di Fca di portare all’estero la produzione della Punto è un oltraggio al nostro Paese, e dimostra l’assenza di credibilità e di autorevolezza del Governo e delle istituzioni. Mentre artigiani, commercianti e lavoratori pagano tra il 50 e il 75% di tasse in Italia, c’è chi può scegliere di avere la sede fiscale all’estero, di andare a produrre in giro per l’Europa dove più conviene e, al contempo, di farsi garantire prestiti miliardari dallo Stato italiano», commenta il presidente regionale degli artgiani.

«Mentre sul futuro di Mirafiori e dell’indotto locale si addensano nubi sempre più minacciose, non si vede all’orizzonte uno straccio di politica industriale. L’industria automobilistica italiana viene smantellata, nel silenzio della politica, del Governo, dell’Unione europea.  Forse il nuovo gruppo internazionale Stellantis saprà brillare nel firmamento finanziario globale ma difficilmente le Pmi della subfornitura, da sempre fiore all’occhiello del nostro territorio, beneficeranno di qualche raggio di luce», conclude Felici.

 

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