I giovani potrebbero essere la vera risorsa della ripresa

I giovani potrebbero essere la vera risorsa della ripresa

INTERVISTA 
Il mondo del lavoro piemontese sembra in crisi, dopo la pandemia, con duecentomila assunzioni in meno in dieci mesi. Che cosa ne pensa Landini?
«Sicuramente i due lockdown (a marzo e poi l’attuale, a novembre) hanno condizionato il mercato del lavoro in modo pesante. Tuttavia abbiamo visto durante i mesi estivi – quando il sistema ha ricominciato a funzionare, ndr – che gli andamenti delle assunzioni hanno iniziato a risalire velocemente. Pur rinunciando a raggiungere i livelli del 2019, è possibile che una volta terminata la fase critica, il mondo dell’occupazione conosca una ripresa. Ma è difficile formulare previsioni certe in questo momento. La fase che stiamo attraversando è troppo indeterminata».

Che cosa intende dire?

«I fattori in gioco sono moltissimi; ad esempio, oltre all’andamento della pandemia, bisognerà vedere se dal Governo arriveranno ulteriori sussidi e se verrà prorogato il blocco dei licenziamenti. Penso che fino alla primavera del 2021 non potremo costruirci un’idea chiara sulle ripercussioni che il mondo del lavoro subirà sul territorio regionale. Ricordiamoci che già a inizio 2020, prima del Covid-19, il Piemonte viveva una crisi profonda: non ci eravamo mai ripresi del tutto dalla recessione economica degli anni precedenti. Le difficoltà attuali, dunque, purtroppo posano le basi su un terreno già contrassegnato da numerose criticità strutturali».

Crede che i giovani siano la categoria che risulterà più in difficoltà?

«Dipende dalla politica che adotterà il mondo produttivo. Le nuove generazioni potranno essere quelle che subiscono gli effetti maggiori di questa crisi come invece le persone in grado di trainare la ripresa. Dipende da quanto le imprese vorranno puntare su di loro, percependoli come una risorsa e come lavoratori dotati di competenze. D’altra parte, è probabile che il mondo occupazionale subisca ulteriori precarizzazioni. Le categorie già fragili potrebbero venire ulteriormente penalizzate dalla fase di estrema fatica e incertezza. Ancora una volta, dovremo attendere le prossime settimane per costruire un quadro interpretativo più preciso e azzardarci a formulare ipotesi».

Nella fiera virtuale duemila posti di lavoro disponibili

OPPORTUNITÀ Iolavoro è la più importante fiera italiana che tenta di unire le imprese e i lavoratori. Solitamente in presenza, la manifestazione diventa ora virtuale. Appuntamento al 2 e 3 dicembre dalle 10 alle 18, sulla piattaforma www.iolavoro.org.

Qui le aziende e i candidati possono registrarsi gratuitamente, accedendo al portale. Per quanti cercano un impiego sarà possibile consultare le offerte di lavoro, inviare la propria candidatura, sostenere dei colloqui in diretta live con le imprese e seguire le loro presentazioni in modo interattivo con l’utilizzo di alcune chat dedicate.

Si sono già tenute 23 edizioni regionali e 30 locali di Iolavoro, con decine di migliaia di contratti sottoscritti (10% circa a tempo indeterminato e 40% a tempo determinato). Inoltre, il 25 per cento dei partecipanti entro 4-5 mesi trova un’occupazione. Al momento sono già registrate 46 aziende, che offrono complessivamente 2.050 posti di lavoro.

Commenta Federica Deyme, direttrice di Agenzia Piemonte lavoro: «Sono fiduciosa che anche quest’anno l’edizione sarà all’altezza delle precedenti. Infatti, la versione digitale non soltanto garantisce la sicurezza e il rispetto della normativa anti Covid-19, ma sfrutta al meglio il potenziale messo a disposizione dalle tecnologie, garantendo a tutti, aziende e persone, uno spazio virtuale in cui poter si incontrare».

Valerio Mo

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